On Thu, Jan 27, 2011 22:01:58 PM +0100, Paolo Brini (paolo.brini@iridiumpg.com) wrote:
Naturalmente non è affrontata la stima dell'indotto creato dal file sharing per l'economia in termini di aumento di abbonamenti Internet, memorie di massa portatili, HDD, router, computer, cavetteria, altre periferiche, consulenze, nuovi modelli di business, posti di lavoro derivanti da tutti i fattori precedenti, che se sommato giocherebbe ancora più a favore (in termini economici) del file sharing.
certo, ma per gli artisti (che è il tema del thread, no?) sarebbe irrilevante che i file sharer o i pirati in generale siano ottimi clienti dei fornitori memori, HDD eccetera.
Ma io ho chiesto se i PIRATI (tutti) sono eccetera eccetera. E i pirati sono anche quelli che queste cose non ce l'hanno e comprano 1 DVD per strada a 5 Euro e poi ne fanno la copia su Dvd vergini a 10 amici che magari non hanno nemmeno il PC col masterizzatore. Il titolo di quel paragrafo su Quadrature.net è fuorviante.
Il titolo è "Studi sul file sharing": la pirateria a scopo di lucro è esplicitamente tagliata fuori dagli studi in esame, così come sono tagliati fuori dalle ricerche coloro che non hanno accesso a Internet.
veramente io avevo scritto esplicitamente, vedi citazione qui sopra e/o archivi,
"rileggendo da me questo PARAGRAFO e alcuni dei link in esso contenuti:
http://www.laquadrature.net/wiki/Studies_on_file_sharing_eng#The_.22pirates.... Il titolo di quel paragrafo su Quadrature.net è fuorviante.
e il titolo di quel PARAGRAFO, che è quello che contiene i link agli studi che tu hai spiegato, è The "pirates" are better consumers of "legal" culture grazie per le dettagliate spiegazioni sugli studi. Non sono ancora completamente convinto, ma è stata una discussione molto utile. Marco