E' effettivamente una questione delicata. La privacy come merce di scambio (merce che tra l'altro non ha una facile quantificazione economica) è una pratica sempre più diffusa. E qui si tratta non della propria privacy (di cui ogni individuo è libero di disporre) ma di quella degli altri, che tra l'altro sono utenti di un pubblico servizio. Altro problema non da poco è che, banalmente, Gmail è un prodotto effettivamente performante con cui non è facile competere a livello di caratteristiche tecniche ed efficienza. La questione era già stata sollevata da Andrea Rossetti nel 2012 relativamente al caso Bicocca (una delle prime università italiane a fare quella scelta). Segnalo a tal proposito questo suo post: http://fildir.blogspot.it/2012/02/la-privacy-degli-studenti-della-bicocca.ht.... Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu