possiamo fidarci di indagini statistiche con metodologie rigorose svolte da tempo oppure della nostra percezione. e' la differenza tra "lo pensi o lo sai ?" per chi le cose le pensa, la legge di murphy e' assolutamente rigorosa, diceva Degli Antoni. buon weekend, s. On 19/11/21 19:49, karlessi wrote:
Ciao,
di metriche capisco davvero poco, e ritengo che in generale sia piuttosto facile manipolare i dati per sostenere una preconcetta idea, di qualunque tipo.
e di geopolitica non m'intendo, ma mi pare che vent'anni di guerre USA-Europa a esportare la democrazia con gli eserciti, cinquant'anni di "guerra alla droga" in america latina, quattro anni di Trump, oltre vent'anni di Putin, l'avanzata della Cina come modello espansivo autoritario in Africa (oltre alla fine di Hong Kong ecc.), il nazionalismo indù in India, il ripiegamento della Brexit, l'autoritarismo galoppante nell'est Europa, i vari fondamentalismi musulmani che si scannano anche fra loro, beh,
siano già di per sé pessimi segnali per gli stati liberali.
però purtroppo anche esperti di metriche sostengono la ritirata delle democrazie (se vogliamo assimilarle agli stati liberali, con una qualche forzatura), es. secondo una ONG davvero molto vicina al governo USA (scelgo appositamente una fonte con cui non condivido nulla):
2020
https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2020/leaderless-struggle-democ...
a occhio e croce le cose sono peggiorate con la pandemia. Nelle situazioni emergenziali (ma c'è sempre un'emergenza: "guerra al terrore", "antrace", "crisi finanziaria", ecc ecc...) lo Stato tende a inglobare settori della società, a occuparsene. nei momenti non critici lo Stato tende a ritirarsi, o meglio, la società civile tende a espandersi.
in relazione alla pandemia, la cosa è ben argomentata nel recente
Corbellini, Mingardi, La società chiusa in casa. La libertà dei moderni dopo la pandemia, Marsilio, 2021.
le metriche di felicità sono davvero difficili da valutare, mi sa.
in maniera del tutto non scientifica, mi premuro sempre di chiedere come la vedono alle persone con cui faccio formazioni e lezioni (dalle medie inferiori all'università); negli ultimi anni le risposte che ricevono mi dicono che la percezione è via via peggiorata e la fiducia nella capacità delle istituzioni sminuita. ma, cosa a mio parere assai peggiore, è diminuita la fiducia nelle proprie (individuali) possibilità e capacità di far bene ciò che si desidera, e nelle possibilità di incidere sulla realtà da parte dei gruppi a cui si appartiene. non parlo solo dell'Italia, magari fosse cosa limitata a sud delle alpi!
quanto alla fiducia nella capacità di poter gestire gli strumenti digitali, quella è caduta in picchiata negli ultimi quindici anni. social, smartphones e invasione di interi settori da parte dei GAFAM anche per i più disattenti hanno senz'altro aiutato.
e se non sono i ragazzi a sentirsi potenti e capaci di tutto, non vedo proprio chi potrebbe... i tecnoburocrati? certo, vanno di moda, e loro sì son capaci di tutto. hanno una "soluzione" per tutto, anche per la democrazia naturalmente. un'IA magari.
vade retro
quindi direi che è senz'altro il caso di lasciare il pessimismo per tempi migliori ;)
k.
Il 19/11/21 18:45, Giacomo Tesio ha scritto:
On Fri, 19 Nov 2021 17:25:02 +0100 Stefano Quintarelli wrote:
ciao
On 19/11/21 17:07, karlessi wrote:
3. attualmente lo Stato liberale è in relativa crisi rispetto alle versioni più dispotico-autoritarie (Cina, Russia e dintorni)
questa e' una affermazione che e' molto condivisa. tuttavia mi-ti chiedo, secondo quale metrica ?
[...] per le altre metriche (salute, calorie, educazione, aspettativa di vita, felicita', ecc. ecc.) faccio fatica a riscontrare la crisi degli stati liberali.
Temo dipenda da punto da cui osservi, Stefano.
Giacomo