Cara Monica, forse la prosa su certi punti indugia un poco nell'aggettivazione ad effetto, ma perché non parlare del "lato oscuro" dei social-network o meglio della Rete? Non credo che sia una questione di ignoranza o di paura, ma di obiettività ed in questo il Garante stesso è chiaro ("lo sviluppo tecnologico è sempre connotato dall'endiadi "opportunità-rischi"). Su questo dovremmo forse riflettere invece. Nello sforzo di sostenere lo sviluppo delle nuove tecnologie, specie in un contesto un po' refrattario come quello italiano, ci si è focalizzati molto sugli aspetti positivi, ma occorre probabilmente gettare più luce (ora che la fase iniziale è superata) anche su quelli negativi. Che la Rete venga utilizzata per commettere crimini anche molto gravi (v. alla voce pedo-pornografia) non è un mistero e che abbia offerto ai criminali nuovi strumenti ben lo sanno i penalisti. Quindi perchè non denunciare, proprio da parte di chi è favorevole allo sviluppo ed all'innovazione che internet ha comportato, anche questi aspetti? La c.d. cultura digitale non può solo fermarsi sul bello e sul buono, ma dove consapevolmente guardare anche al negativo e valutare come rimuoverlo o quantomeno limitarlo. Non mi pare una questione di paura, ma un giusto richiamo alla sensibilizzazione su temi a volte taciuti da un certo tecno-entusiasmo di maniera o, più spesso, a causa di un'attenzione rivolta principalmente ai profili collegati all'economia digitale piuttosto che al rispetto dei diritti. Alessandro On Mon, 14 Jan 2013 17:51:08 +0100 "avv. Monica A. Senor" <senor@penalistiassociati.it> wrote:
Della lettera del Garante privacy al Ministro dell'Istruzione sul cyber bullismo http://bit.ly/Y5Asms è, credo, ampiamente condivisibile la richiesta di sensibilizzazione per una formazione scolastica più attenta e puntuale in materia di tutela dei dati personali (benché anche un po' più di informatica non farebbe male...). Ritengo, invece, poco appropriato l'utilizzo di immagini negative tipo (le virgolette sono del Garante stesso) il "lato oscuro" dei social-network o la "terra incognita" di Internet. E' noto che sono le cose che non conosciamo quelle che ci fanno paura.
Le parole del Garante, IMHO, trasmettono una spiacevole sensazione di non padronanza di tali mezzi.
Un caro saluto, Monica
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