Buonasera, Sono iscritto da anni alla lista. Ringrazio per l'attenzione verso il mio testo. Il titolo vorrebbe essere provocatorio esprimendo favore per il diritto dell'autore di fare uso pubblico della ragione (il diritto di esprimersi liberamente, autonomamente e assumendosi la responsabilità delle tesi sostenute) e disfvavore per la proprietà intellettuale instesa come strumento giuridico volto a mercificare la conoscenza. Non mi occupo in questo libro di brevetti, me ne sono occupato in passato a proposito del trasferimento tecnologico delle università. Non escludo in futuro di dedicarmi nuovamente al tema dei brevetti nell'ambito della ricerca scientifica e accademica. Condivido: si tratta di un tema molto rilevante. Non credo di essere stato capace di proporre idee originali e soluzioni innovative. Il libro si chiude con l'invocazione di una maggiore attenzione all'insegnamento, alla docenza, alla creazione di comunità di conoscenza. Niente di nuovo sotto il sole. Ma forse vale la pensa insistere sulla difesa di un mondo che rischia di estinguersi. A presto, Roberto Caso Il mar 7 gen 2020, 12:00 Giovanni Biscuolo <g@xelera.eu> ha scritto:
Buon giorno,
"J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> writes:
Il Prof. Roberto Caso (giurista, docente presso l'Università di Trento) ha recentemente pubblicato un libro intitolato: "La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale" (disponibile con licenza CC
CC-BY-SA per la precisione, non la versione NC (non libera)!
qui: https://www.ledizioni.it/prodotto/la-rivoluzione-incompiuta/)
mille grazie per la segnalazione e **infinite grazie** al Prof. Caso per aver deciso di pubblicare il libro con una licenza libera: se non è iscritto a questa lista, per favore riferiteglielo :-)
mi spiace unicamente vedere nel sottotitolo "proprietà intellettuale", che ritengo una definizione fuorviante, se non altro perché almeno i marchi di fabbrica non fanno proprio male a nessuno [1]: però chi sono io per eccepire?!? :-)
sono impaziente di vedere se nel libro sono proposte delle soluzioni a questo che ritengo il nodo centrale (controllo della ricerca attraverso la *manipolazione* del diritto d'autore, dei brevetti e dei relativi incentivi economici alla ricerca) della crisi scientifica che ci attende, compresa la crisi dell'AI [2]
[...]
https://www.letture.org/la-rivoluzione-incompiuta-la-scienza-aperta-tra-diri...
della intervista mi permetto di riprendere, sottolineandole, queste parole:
--8<---------------cut here---------------start------------->8--- I giovani ricercatori sempre più in posizioni lavorative precarie sono spinti da incentivi perversi a pubblicare sempre di più e in fretta nonché a uniformarsi al pensiero dominante. La quantità prende il sopravvento sulla qualità. Le pressioni a frodare – ad esempio, plagiando o fabbricando dati falsi – il sistema aumentano. Si tratta di un circolo vizioso che rischia di alimentare le posizioni antiscientifiche già ampiamente diffuse. --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
saluti, Giovanni
[...]
[1] il sottotitolo "La scienza aperta tra diritto d'autore e brevetti" avrebbe messo meglio in evidenza che anche i brevetti sono un serio problema per lo sviluppo della scienza (che alimenta e **si alimenta** di tecnica)
[2] https://www.wired.com/story/artificial-intelligence-confronts-reproducibilit...
-- Giovanni Biscuolo
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