Cari Juan Carlos e Guido,
ottime domande! :-D
On Wed, 17 Mar 2021 09:31:35 +0100 J.C. DE MARTIN wrote:
> con la progressiva diffusione dell'online soprattutto in questi
> ultimi 25 anni che cosa succede alle "bolle" in cui vivono le persone?
On March 17, 2021 09:42:06 +0100, Guido Vetere wrote:
> sarebbe interessante caratterizzare la nozione di 'bolla' rispetto a
> quella di 'comunità'
Sono d'accordo.
Ma non dovrebbe essere particolarmente difficile.
Una comunità è definita dalle regole che i membri accettano di
rispettare per trarre beneficio da un bene che hanno in comune.
Senza regole condivise a proteggere quel bene, non c'è comunità. E
presto sparisce anche il bene.
Ad esempio ogni linguaggio, con le sue regole fonetiche e grammaticali,
protegge e regola l'accesso alla cultura che una popolazione ha
elaborato, sia che si parli di lingue nazionali, di dialetti locali, di
linguaggi di programmazione o di protocolli di rete.
L'ingresso e la permanenza in una comunità sono quasi sempre scelte
consapevoli e volontarie (fanno eccezione, in parte, la famiglia
d'origine, lo Stato e l'umanità).
Tuttavia la comunità è sempre caratterizzata dall'accettazione di
queste regole da parte dei membri.
Possiamo distinguere alcune categorie di membri in una comunità:
- coloro che sono pienamente consapevoli di queste regole e del bene
comune che proteggono
- coloro che sono più o meno consapevoli del bene comune, ma non delle
regole
Alla prima categoria appartengono i cittadini che, grazie alla loro
consapevolezza delle regole possono metterle in discussione (o
sovvertirle), mentre alla seconda appartengono i sudditi, gli zeloti e
i bambini.
Questi ultimi sono consapevoli di appartenere ad una comunità, ma non
ne comprendono le regole.
Una bolla invece è un campo vettoriale probabilistico in uno spazio
informativo in cui gli individui si ritrovano immersi inconsapevolmente
ed i cui flussi tendono a definire statisticamente cluster cognitivi
omogenei e separati (rispetto ad alcune dimensioni).
In altri termini, più che di bolle dovremmo immaginare addensamenti in
un liquido disomogeneo.
Tuttavia ciò che caratterizza le "bolle" è l'inconsapevolezza dei loro
"membri" di appartenervi.
La probabilità di restarne intrappolati e tanto maggiore quanto minore
è la varietà delle comunità cui un individuo appartiene.
Con l'AdTech la definizione e l'orientamento di queste "bolle"
è diventato uno strumento di Potere.
A sì... e anche di marketing! :-D
> ad esempio, parleremmo, riferendoci al '500, di 'bolla cattolica' vs
> 'bolla protestante' ?
Solo se protestanti e cattolici non fossero stati consapevoli di
esserlo.
> DC e PCI, nel dopoguerra, erano 'bolle'?
Solo se i membri dei due partiti non erano consapevoli di essere tali.
> la differenza a mio avviso non è nella profondità della
> polarizzazione, ma nelle qualità delle strutture sociali in cui si
> stabiliscono i sistemi di credenza (polarizzazioni)
Io direi che confondi le bolle con i membri "di seconda classe" di una
comunità, inconsapevoli del funzionamento reale delle regole che
proteggono/danno accesso al bene in comune.
Ma anche i militanti più invasati di un partito, quelli che non riescono
a vederne i limiti e le contraddizioni, sono comunque consapevoli della
propria scelta di farne parte.
Gli individui che entrano in una "bolla" più o meno densa non lo sono.
Lo può essere (consapevole della "bolla") solo una piattaforma che
veicoli le comunicazioni fra gli individui che ne fanno parte (e che
NON ne fanno parte), riuscendo ad osservare la direzione dei vari
vettori in quel campo vettoriale informativo, misurando la probabilità
dei messaggi.
E ovviamente, una volta identificato, lo può influenzare.
Giacomo