On 01/04/2019, Arturo Di Corinto <arturo.dicorinto@uniroma1.it> wrote:
> Caro Antonio--
> grazie per il suggerimento. Può aiutare un dibattito che anche qui su Nexa
> a volte mi pare avvenire tra sordi.
Fortuna che è un dibattito epistolare, allora! :-D
> Dal mio modesto punto di vista quello che mi pare spesso mancare in questi
> dibattiti è una riflessione di carattere scientifico, ed epistemologico, di
> cosa siano l'intelligenza umana e i suoi correlati neurofisiologici e
> comportamentali. Concetti definiti diversamente nelle diverse discipline,
> ma sui cui converrete, la Psicologia si interroga dalla nascita, e rispetto
> a cui ha identificato da tempo dei punti fermi, costantemente messi alla
> prova della falsificabilità.
Parlando di epistemologia: possiamo definire la Psicologia come
Scienza senza ridefinire il concetto di Scienza?
Possiamo progettare, per ogni affermazione psicologica, un esperimento
riproducibile capace di falsificarla?
> Perciò il mio invito è cercare di non dimenticare mai il primo dei due
> termini del concetto, l'intelligenza.
Fortuna che l'oggetto di questo thread continua a ricordarcelo! ;-)
> Se infatti ci mettiamo d'accordo sul suo significato potremo meglio
> accapigliarci sulle distinzioni fra intelligenza umana, animale, e
> artificiale.
Cos'è l'Intelligenza?
Il dibattito che a te appare "fra sordi", evidenzia un dissenso
profondo sul significato (e sul valore) di questo termine.
Per esempio, secondo me, l'intelligenza è una peculiarità della nostra specie.
Persino parlare di intelligenza animale è fallace: è la proiezione
della propria esperienza intellettiva su un entità non umana per
spiegarne il comportamento.
Possiamo definire l'intelligenza in modo da poterla attribuire ad un
cane o un cavallo?
Certo! Siamo gente pratica... non ci interessano le questioni "filologiche". ;-)
Ma perché farlo, se inventare un nuovo termine costa uguale e riduce
il rischio di fraintendimenti?
La stessa cosa vale, molto di più, per il software.
Giacomo
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