On 24/03/2019, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
non credo che fu fatta per ragioni di marketing... all'epoca (agosto del 1955) erano in 4 ad occuparsene...
Infatti. Da persone serie quali erano, dichiararono subito che intendevano proseguire nei loro studi sulla base di una _congettura_
The study is to proceed on the basis of the conjecture that every aspect of learning or any other feature of intelligence can in principle be so precisely described that a machine can be made to simulate it.
Quando questa congettura è stata provata? Quando è diventata teorema? Mai. Dunque, attraverso hype, marketing e lobbying, una congettura è stata trasformata in atto di fede nelle macchine... e nei sacerdoti capaci di interrogarne ed interpretarne gli auspici.
We think that a significant advance can be made in one or more of these problems if a carefully selected group of scientists work on it together for a summer.
(ottimisti)
L'ottimismo che vedi era fiducia nell'Informatica, nell'informazione automatica (come sarebbe stata definita da Dreyfus anni più tardi), quale strumento di ricerca. Per una triste ironia della storia, proprio McCarthy che coniò il termine "intelligenza artificiale", credeva ad un approccio prettamente simbolico: inventò LISP e ispirò (per contrapposizione) Prolog. L'intelligenza artificiale che aveva in mente era basata sull'elaborazione automatica di conoscenza pregressa per produrre nuova conoscenza. Ciò che oggi chiamiamo "Intelligenza Artificiale" invece, rinuncia alla conoscenza per l'applicazione. Ma hai ragione, non è solo marketing, è Politica! La conoscenza ha sempre il potenziale per modificare la società attraverso la propria diffusione (basti pensare all'effetto dell'invenzione della stampa a caratteri mobili), mentre l'opacità della AI nelle sue varie applicazioni introduce una dipendenza senza diffondere conoscenza. Rende l'uomo meno libero e più debole allo stesso tempo. Non è un caso che venga utilizzata per velocizzare in vario modo i processi che portano all'accentramento della ricchezza, della conoscenza (accumulando dati, che rappresentano informazioni) e del potere. L'AI contemporanea non scommette sull'uomo, ma contro di esso. Chiamarla "Supercazzola Artificiale" come propone Marco sarebbe altrettanto appropriato, ma purtroppo anche altrettanto impreciso. Bisogna probabilmente smettere di usare questa categoria e parlare di tecniche specifiche, nel loro proprio contesto (statistica, analisi simbolica, automazione etc...) IMHO, se rinunciassimo alla ricerca della Pietra Filosofale^W^W Intelligenza, se rinunciassimo alla illusione (per alcuni la speranza) di replicare l'uomo (e dunque farne a meno o quanto meno potergli negare qualsiasi valore intrinseco), le tecnologie di cui parliamo progredirebbero molto più rapidamente. Purtroppo, umiltà e onestà intellettuale non attraggono finanziamenti. La Blockchain sì. Le colonie su Marte, sì. L'intelligenza artificiale, anche. Poi si cade dal pero quando autorevoli riviste scientifiche pubblicano studi privi di riscontri. E' selezione naturale! ;-)
ciao!, s.
A presto! Giacomo