Caro Vetere,complimenti per le sue capacità di lettura del pensiero a distanza. Ma al di là di questo, è lei che ha suggerito "un intervento pubblico diretto e concreto come per la sanità e la scuola" e per molte menti semplici come la mia questo significa aziende di stato che operano direttamente con i loro utenti e non sostenere un progetto open source a distanza. Per quanto riguarda Quaero, non contenti del primo fallimento, si è investito altri 25mil di soldi pubblici nel sequel Qwant di cui mi piacerebbe conoscere l'opinione dei presenti.Cordiali salutiOn Sat, Jan 23, 2021 at 3:15 PM Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:Caro Carboni,mi sembra che la sua domanda sia retorica, nel senso che non è in effetti una domanda ma un modo di esprimere un'opinione.Se la sua opinione è che l'alternativa ai social 'di mercato' sarebbe il social di Stato, allora il suo argomento rientra nella fallacia del 'falso dilemma'.Infatti, l'alternativa non esiste, tertuim datur!Prenda ad esempio Signal, che è gestito da una fondazione non-profit. Ebbene: si potrebbero ad esempio sostenere questo tipo di fondazioni.Inoltre, se in passato c'è stato Quaero, non è detto che ci possa essere solo Quaero.Diciamo no al fatalismo! :-)Cordialmente,Guido VetereOn Sat, 23 Jan 2021 at 13:08, Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:On Sat, Jan 23, 2021 at 12:02 PM Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> wrote:Debenedetti scrive in risposta a Floridi che sostiene la necessità di regolamentazione (anche antitrust) del social:Trovo che l'equazione mercato=democrazia, di per sé abbastanza logora, sia particolarmente sbagliata quando si applica all'infosfera.Credo poi che neanche l'approccio regolatorio sia sufficiente, e che sia invece necessario un intervento pubblico diretto e concreto come avviene per la sanità o l'istruzione.Cosa suggerisce? Che lo stato crei i suoi social? Nazionali o europei? E l'iscrizione dovrebbe essere coatta o volontaria? E i social privati devono essere dichiarati illegali? Qualcuno si ricorda Quaero?L'obiezione secondo cui un intervento di questo tipo esporrebbe ai rischi di autoritarismo è fuori luogo: sarebbe come dire che un governo potrebbe limitare la libertà di insegnamento o decidere chi abbia diritto alle cure. Negli ordinamenti democratici, per queste cose esistono le costituzioni. Se poi vi fosse un governo che, in quanto governo, riscrive la costituzione, allora non è di infosfera che dovremmo parlare.Regards,Guido Vetere
_______________________________________________On Sat, 23 Jan 2021 at 11:12, don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> wrote:Considerazioni interessanti_______________________________________________buona letturadlhttps://www.huffingtonpost.it/entry/linfosfera-e-un-mondo-nuovo-ma-non-puo-sottrarsi-ai-principi-costitutivi-di-uno-stato_it_600a909fc5b6a0d83a1a467d_________________________
don Luca PeyronDirettore Ufficio per la Pastorale UniversitariaArcidiocesi di Torino
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