Tutto giusto, Paolo
-----Messaggio
originale-----
Da: Paolo Brini [mailto:paolo.brini@iridiumpg.com]
Inviato: sabato 26 giugno 2010 23.08
A:
nexa@server-nexa.polito.it; Marco Ricolfi
Oggetto: Re: R: [nexa]
Verifica pene detentive in accordi commerciali
Il
26/06/2010 22:30, Marco Ricolfi ha scritto:
> Non è così:
TRIPs ha norma su sanzioni penali (intorno art 52) Sto facendo
> studiare a Yael Resnick in che cosa ACTA peggiora (nozione di
commercial)
> m.r.
>
Grazie Marco.
Per una panoramica veloce di quali
articoli dei TRIPs ACTA viola ti
segnalo anche l'analisi
dell'American University tradotta qui:
http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=6424 (trovi il link al
documento ufficiale in inglese).
In fondo trovi
anche i link per i documenti dettagliati che analizzano
molto più
in profondità ACTA (nella versione resa pubblica in aprile
2010)
- solo in inglese.
Le "criminal provisions" dei TRIPs
sono nella sezione 5 e sono trattate
esclusivamente dall'art. 61
che offre discrezionalità ai paesi
sottoscrittori di scegliere,
esclusivamente nei casi di violazioni
volontarie a scopo
commerciale (*), fra carcerazione e sanzioni
amministrative. Non
è mai stata negoziata nei TRIPs, per quanto mi
risulta, l'ipotesi
di imposizione di carcerazione obbligatoria per
violazioni senza
scopo di lucro e per reati d'opinione ("inciting,
aiding and
abetting" violazioni), tanto meno in negoziati a cui hanno
partecipato solo rappresentanti dei governi e dell'industria.
(*) E' vero che ACTA sfrutta un trucco di bassa lega ridefinendo la
violazioni su scala commerciale come qualsiasi violazione che avvenga
anche senza motivazioni di guadagni finanziari diretti o indiretti
(art.
2.14 sub 1).
Ciao,
Paolo
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