Se ho capito bene: - L'analisi formale del contenuto (calcolo degli hash/fingerprints) sarà necessariamente automatico e quindi genererà economie di scala che centralizzeranno il trattamento - L'upload del contributo su piattaforme viene fatto necessariamente da un utente registrato, non anonimo. Di conseguenza il solo atto di effettuare l'upload genera dei (meta-)dati che costituiscono un dato personale. - Per verificare se può essere applicata un'eccezione (citazione, ecc) devo entrare nel *merito* del contributo, e questo non solo dipende da altri dati dell'utente ma ne genera altri ancora su di lui. - Essendo un obbligo di legge l'utente non può sottrarsi a questi trattamenti se vuole usare la piattaforma. ciao, A On 28/03/2019 10:57, Giacomo Tesio wrote:
On 28/03/2019, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
Dalla newsletter EDRI di oggi: Molto interessante, grazie.
Article 13/17 requires content hosting providers to give their best efforts to prevent the upload or re-upload of copyright-protected works – which can only be achieved with upload filters – Falso.
Basta assumere moderatori umani di diverse lingue e culture per visionare i video prima che vengano distribuiti al pubblico.
Non vedo nessun obbligo ad utilizzare software per effettuare il filtro.
For filters to function properly while taking into account those exceptions, they would need to recognise the context of the upload, that is to say information surrounding the content including personal data of the user uploading it. Questo è molto discutibile. La legge non è uguale per tutti? Perché devi sapere chi sono per sapere se l'ho violata?
Giacomo