Carissime nexiane, carissima Ministra Paola Pisano (anche se la Ministra non ascolta) Parallelamente alla triste questione degli errori sui dati lombardi, in Italia si sta consumando TROPPO sottotraccia un vera e propria dismissione delle infrastrutture ICT pubbliche in favore "del Cloud"... di qualcun altro. Ministra Paola Pisano "noi" ci siamo, non ci ignori perché questa cosa fa malissimo, non a "noi" ma al futuro dell'Italia: non scherziamo su queste cose, manomettere la sovranità digitale italiana equivale a manomettere quella dello Stato (che già non è messa benissimo, storicamente). Spostandoci su laqualsiasi-As-A-Service stiamo consengando la «computing agency» della PA italiana nelle mani di chi *possiede* il *ferro* sul quale girano i Services; chi *possiede* il *ferro* può fare ASSOLUTAMENTE quello che vuole con dati e software ivi contenuti: non è un concetto difficile. Possono cercare di confonderci quanto vogliono con messaggi promozionali e buzzwords da "innovation bingo" ma "noi" sappiamo come funzionano le macchine, il software, i dati e... Internet (che è messa male, ma proprio male). ...e "noi" su questo ci accaloriamo, MOLTO. Io non conosco nel merito eventuali inefficienze o carenze (e le eccellenze) della galassia di strutture che gesticono l'ICT pubblico distribuito, non voglio fare l'avvocato difensore di nessuno, però... tutto si deve fare TRANNE che esternalizzare per vie traverse i data centre pubblici, il *ferro*. Per comprendere quello che sta succedendo credo che l'articolo del 27 Gennaio scorso di Raffaele Barberio, direttore di Key4Biz sia illuminante nel cogliere il processo di sostanziale *privatizzazione* dell'ICT pubblico in favore di pochissimi monopolisti - tra l'altro tutti con sede negli USA con quello che ne consegue - e qualche fortunato e accondiscendente intermediario. https://www.key4biz.it/il-cloud-e-le-regioni-in-corso-il-processo-per-conseg... «Il Cloud e le Regioni. In corso il processo per consegnare i dati personali dei cittadini italiani a pochi Big Tech?» di Raffaele Barberio | 27 Gennaio 2020, --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Se guardiamo al Cloud computing, tutte le società in-house di Assinter Italia dovrebbero rientrare naturalmente nella classificazione dei Poli Strategici Nazionali (PSN), i soggetti di interesse pubblico classificati come tali per offrire il servizio Cloud alle pubbliche amministrazioni, attraverso un preventivo censimento e un riordino dei CED della pubblica amministrazione. Ma dei Poli Strategici Nazionali non vi è traccia in Italia, nonostante fossero previsti da un Decreto Legge (il n° 179 del 2012, all’art.33-septies) che ne affidava l’individuazione ad AGID attraverso un Piano triennale di quest’ultima finalizzato alla loro razionalizzazione. [...] Tutto ciò per dire che si è creata, nel corso di pochi anni, una situazione fondata su equivoci, piccole e grandi furbizie lobbistiche dei Big Tech e qualche accondiscendenza di troppo grazie alla quale si sta cercando di smantellare il patrimonio societario e di competenze pubbliche in ambito di ICT, per privilegiare sostanzialmente le poche multinazionali di Big Tech (Amazon, Microsoft e Google su tutti) che hanno come obiettivo quello di ingoiare l’intero mercato Cloud dei dati della pubblica amministrazione italiana. Si comprende anche poco il posizionamento di Assinter Italia espressa per bocca del suo presidente Francesco Ferri, un posizionamento di ordine sparso dal momento che ARIA (ex Lombardia Informatica) ha abbandonato il mercato Cloud portando tutto all’esterno a favore della soluzione del cosiddetto Cloud ibrido. Che vuol dire (come accaduto) fare un bando, assegnare la gara ad Almaviva, che si appoggia anche ad Amazon AWS, a Microsoft e a Virtustream (Gruppo DELL Techologies). Intanto i buoi stanno scappando nell’indifferenza generale, o quasi. Le potenti lobby dei Big Tech hanno fatto e stanno facendo un magnifico lavoro di demolizione delle prerogative italiane e l’industria nazionale di settore che tra un po’ forse non esisterà più. Nel frattempo CONSIP lancia il bando Cloud Computing, che scadrà ai primi di marzo, e c’è già qualcuno pronto a scommettere sul nome del vincitore. [...] I dati delle pubbliche amministrazioni, i dati dei cittadini, di 60 milioni di cittadini, non si affidano a questo o a quel fornitore in base a ragioni di mera economicità. Il confronto su queste cose non può essere e non è mai rapportato solo a questo valore. [...] Ma tra qualche giorno torneremo sull’argomento, dal momento che la partita si sta giocando ben al di sopra dei meri interessi territoriali delle società in-house delle Regioni. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Per la cronaca, Aria S.p.a. (Aria, non Assinter Italia o AGID) ha replicato, non aggiungendo nulla di significativo come rilevato da Barberio nella contro replica: https://www.key4biz.it/aria-spa-ex-lombardia-informatica-replica-sul-cloud-c... Non vedo l'ora di leggere la seconda parte dell'articolo. Saluti, Giovanni. P.S.: io mi chiedo in tutto questo come può un piano del genere, intendo quello messo in atto da Almaviva per conto di Aria, essere conforme al GDPR con tutte le misure tecniche che richiederebbe usare un multi-cloud ibrido che include anche... AWS :-( -- Giovanni Biscuolo