...
E qui sta il nocciolo del "cloud" (SaaS): con le applicazioni nel browser, il lock-in viene da effetto rete, dalla capacità di scambiarsi dati e collaborare con altri senza limiti di sistema operativo. Un effetto positivo di questa capacità è che da decenni continuo a poter usare un desktop Ubuntu per lavoro, qualunque sia l'azienda: Mac, Windows o Linux, tutte le applicazioni SaaS funzionano allo stesso modo. Però sono tutte soluzioni proprietarie.
Grazie Stefano, hai aperto un campo ancora poco esplorato e discusso ma che, secondo me, nei prossimi anni sarà cruciale. Finora si è parlato abbastanza del Cloud, come "deposito dati", ma poco dei sistemi di accesso remoto. Sistemi che, in questi mesi, hanno interessato milioni di persone e che lo saranno anche nel futuro, ovviamente in minima parte rispetto ad oggi (si parla che superata la pandemia fino ad un 30% degli impiegati della PA potrebbero rimanere a lavorare a distanza). Anche in questo settore, ahimé, c'è un monopolio di fatto. Seppure i software sono tanti, Citrix, Parallels, Mobileiron, Paperspace, Zscaler, Awingu, Oneclick, ecc., a farla da padrone è il primo. Ma cambieranno (si spera) anche i sistemi operativi del PC client. Se oggi avere un PC con Windows è la norma, domani sarà ininfluente, come dice giustamente Stefano, posso avere un desktop Ubuntu e "accedere" a qualsiasi "macchina virtuale". E allora mi chiedo, c'è ancora un motivo valido, per una PA che volesse, per dire, acquistare enne portatili per i propri dipendenti in LAD, dotarli di Windows? Antonio