gent.mi/e
per chi non ha potuto seguire dal vivo o via radio
ecco il video
https://www.youtube.com/watch?v=l7mqalIynDg&feature=youtu.be
saluti Mauro Alovisio


Il giorno 03 settembre 2014 09:22, Mauro Alovisio <mauro.alovisio@gmail.com> ha scritto:
gent.me /mi

segnalo un interessante evento sul software libero a Torino domenica 14 settembre 2014; con diretta tramite radio web   www.border-radio.it),

p.s. oltre a Torino anche  il comune di Udine e la provincia di Viterbo sono passati a soluzioni open source...

speriamo in un graduale e concreto cambiamento!!

un caro saluto

http://www.arcipiemonte.it/torino/eventi/cyberia-torino-capitale-del-software-libero

Cyberia: Torino Capitale del Software libero

La Community di promotori, sostenitori e sviluppatori di Free Libre Open Source Software, attiva a Torino, festeggia e sostiene attivamente la scelta dell'amministrazione comunale di migrare i propri computer al sistema operativo GNU/Linux

Anche per questo organizza Cyberia, un evento ricco di iniziative e ospiti mirato ad incuriosire, informare e discutere sulle numerose sfaccettature e possibilità offerte dall'approccio "libero ed aperto" alla conoscenza utilizzando gli strumenti tecnici e giuridici esistenti.
La community torinese coesa, propositiva e disponibile intende sfruttare questa occasione per promuovere ed incoraggiare tutte le pubbliche amministrazioni ad adottare software libero e per far sentire forte e concreto il suo supporto.

All'evento parteciperà Richard Stallman, figura di rilievo mondiale, uno dei principali esponenti del movimento del software libero e fondatore del progetto GNU.

Anche Border Radio (web radio che trasmette esclusivamente musica rilasciata con licenze libere www.border-radio.it), parteciperà all'evento Cyberia per tutta la durata dell'iniziativa con una diretta streaming degli appuntamenti, interviste, approfondimenti...
 

Il programma:
Dalle 15.00 saranno attivi numerosi workshp e laboratori:
- Mini LIP (Linux Installation Party)
- Recupero Trashware con Software Libero
- Sportello consulenza CC (Creative Commons) per artisti e produttori di contenuti
- Distribuzione a km0: OpenMamba
- Open 3d: Proiezione Video Blender Foundation
- Dimostrazioni Stampa 3D
- Eris Edizioni: Casa editrice Creative Commons
- I.I.S. Giuseppe Peano
- Patamu.com (deposito e tutela opere, gratuita e legale)

Dalle 16.30, appuntamento centrale della giornata, la discussione pubblica moderata dall'avvocato Marco Ciurcina, a cui parteciperanno tra gli altri:

Gianmarco Montanari (Direttore Generale Città di Torino), Fosca Nomis (Consigliere Comunale di Torino), Roberto Moriondo (Direttore Innovazione e Ricerca Regione Piemonte), Luca Robotti (Promotore Legge regionale n. 9 del 26 marzo 2009), Angelo Raffaele Meo (professore emerito del Politecnico di Torino), Juan Carlos De Martin (Co-fondatore Centro Nexa su Internet e Società), Roberto Guido (Direttore Italian Linux Society), Giovanni Ferrero (Membro CDA CSI Piemonte), Alessandro Portinaro (Sindaco Comune di Trino), Sasha Dalia Manzo (Avvocato esperto in proprietà industriale e intellettuale), Italo Vignoli (Co-Fondatore The Document Foundation) ..

Dalle 18,30 intervento di Richard Stallman

A partire dalle 22.00 live di gruppi aderenti al progetto Patamu.com, la prima piattaforma in Italia che permette agli artisti di depositare e tutelare gratuitamente dal plagio le proprie opere d'arte e di ingegno in modo legalmente valido. Parteciperà Adriano Bonforti, fondatore del progetto.

Dalle 22 alle 23 - de Grees (hard-monic)

Dalle 23 alle 24 - So What Jazz Ensemble (Jazz Elettrico)

L'iniziativa è promossa da "Volontari per il software libero e le libertà digitali":
NetStudent, GlugTO, Officina Informatica Libera, ARCI Torino, Prometeo con il sostegno di Italian Linux Society.

Per informazioni e comunicazioni: cyberia@arcitorino.itPer informazioni e comunicazioni: cyberia@arcitorino.it




Il giorno 25 agosto 2014 11:58, meo <meo@polito.it> ha scritto:
Mi sono convinto, dopo un'attenta rilettura del documento, che ADI (l'agenda dell'Italia digitale) sia una grandissima opportunità per il nostro Paese, il compendio delle  delle riforme di cui parla Renzi. Infatti  quel documento prevede interventi rivoluzionari nei seguenti settori: identità digitale, PA digitale /open data , istruzione digitale, sanità digitale, divario digitale, pagamenti elettronici e giustizia digitale. Ma sono anche certo che le resistenze corporative, da un lato, e l'ignoranza tecnologica delle persone che contano, dall'altro,  agiranno nella direzione di mettere quel progetto nel cassetto, come chiaramente dimostrato dal fatto che il documento è vecchio di oltre due anni ed è stato completamente ignorato.
Insieme a Marco Mezzalama, Roberto Borri e Marco Ciurcina, sto scrivendo una lettera alla direttrice di  AGID (l'agenzia che deve attuare ADI), perchè avvii il progetto affrontando subito un serio studio di definizione delle specifiche tecniche. Questo studio dovrà coinvolgere il ministeri competenti, le regioni e i comuni più importanti. Non facile, ma attuabille, pur di accettare quello che per noi è un principio fondamentale.
 A noi pare evidente che l’unica strategia ragionevole per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale Italiana debba essere basata sul’adozione della logica e degli strumenti del software libero, soprattutto per quanto concerne il software “custom”, ossia l’insieme dei programmi applicativi. Ad esempio, non ha senso, per ragioni economiche oltreché funzionali, che ogni Comune si costruisca il proprio programma di gestione dell’anagrafe, tanto più che l’Agenda Digitale Italiana giustamente auspica la creazione di una anagrafe nazionale della popolazione residente e la produzione degli strumenti per la definizione dell’identità digitale.
Inoltre, le funzionalità attuate dai programmi applicativi della Pubblica Amministrazione devono poter essere modificate con continuità, in funzione delle variazioni imposte dall’aggiornamento delle leggi relative e dalla introduzione di nuove norme. Pertanto i codici sorgente dei programmi applicativi della Pubblica Amministrazione dovranno essere sempre disponibili per l’attuazione rapida delle modifiche necessarie.
Proviamoci ancora, ragazzi!!!!!!!!!!!!!!
Raf





Il 25/08/2014 09:59, Maurizio Grillini ha scritto:
Mio modestissimo parere: e' essenzialmente un problema culturale e bisogna affrontarlo nella scuola e nei corsi di alfabetizzazione informatica. Un comune o una provincia che decide di passare al software libero mentre finanzia corsi di word/excel/windows "perche' tutti usano quello" si lancia un boomerang sui genitali... Se nel 2003 il comune di Monaco di Baviera annuncia un piano di migrazione e da allora ad oggi ha acquistato programmi specifici proprietari, nelle scuole hanno continuato a insegnare Windows, Word e Visual Studio e nei negozi a vendere solo Microsoft, il piano di migrazione sara' indigesto a tutti e oneroso per l'amministrazione, che dovra' stanziare soldini per la formazione ai dipendenti. Un piano di migrazione deve tenere conto di tutto questo, informando i cittadini, appoggiando la formazione "indipendente" e usando la testolina quando sgancia i soldi per finanziare la formazione. E soprattutto acquistare solo software platform-independent e libero. 
Maurizio


Il giorno 22 agosto 2014 10:49, Norberto Patrignani <norberto.patrignani@polito.it> ha scritto:
Caro Raf, condivido pienamente.
Dato che anche il Comune di Torino ha lanciato la migrazione a software libero,
come Accademia dell'Hardware e Software Libero di Ivrea ci stiamo chiedendo
se non fosse il caso di contribuire, come associazioni dedicate al software libero,
a pubblicare un qualche documento che possa aiutare le pubbliche amministrazioni che
fanno questa scelta ad affrontare le criticita' della migrazione,  linee guida per la migrazione, etc.
Norberto

Il 22/08/2014 10:23, meo ha scritto:
Cominciano dal titolo dell'articolo che è sbagliato. Avrebbe dovuto essere: "alcuni politici criticano la scelta del Comune".
E proseguo:
1. Non è vero che la produttività si abbassa. Certamente, quando mi collego al sito del Ministero per trasmettere dati di ufficio e scopro che è obbligatorio "Internet Explorer", per cui devo caricare i dati su chiavetta e passare al computer di un amico, la mia produttività si abbassa, ma di molto poco. L'abbassamento della produttività è una favola inventata da IDC in quella famosa ricerca sul "Total Cost of Ownership" finanziata da Microsoft e riproposta dai lobbisti nostrani.
2. Comunque, non è la stessa cosa, dal punto di vista dell'economia nazionale, spendere soldi per licenze e spenderli per consulenze a ragazzi italiani che ti spieghino che l'iconona che era in alto a sinistra ora è in basso a destra.
3. La rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha cambiato radicalmente le leggi dello sviluppo economico che non è più basato sulla competizione, ma sulla collaborazione. I grandi guru dell'economia e della politica non lo hanno compreso. Il software libro è il simbolo di questa rivoluzione. Con buona pace dei lobbisti internazionali e nostrani.
Raf

Il 22/08/2014 08:43, Diego Giorio ha scritto:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/21/monaco-il-comune-pensa-di-tornare-a-windows-con-linux-bassa-produttivita/1095790/

In effetti, pur utilizzando ampiamente Linux a casa, ed utilizzando molti programmi open source anche sul lavoro, riesco difficile immaginare di far migrare i nostri uffici ad un sistema totalmente open.

Saluti a tutti

Diego


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