Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On December 29, 2020 2:04:54 PM UTC, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
se faccio macchine per imballare scatole o per fare sequenziamento genomico, non e' ragionevole che mi si ponga come condizione, per accedere ai finanziamenti del next gen EU, che io debba rilasciare il software che produco con una licenza libera.
Io lo trovo invece ragionevole e perfino strategico.
Soprattutto per chi produce le macchine che funzionano grazie al software, che NON è in grado di tenere sotto controllo da solo l'intera catena di build che genera il binario (i dirigenti raramente lo comprendono). Non esagero e non scherzo. [1] Anche l'industria, soprattutto per gli aspetti cibernetici, ha _molto_ bisogno di più collaborazione invece che di competizione. Il software è un bene (anche) infrastrutturale di dieci ordini di grandezza più importante di autostrade, ferrovie, ponti e grandi opere simili, che sono ormai universalmente riconosciute come commons e per questo (dovrebbero essere) sottoposte a regole adeguate. [...]
Right to repair, long term support... tutto grazie alla disponibilità dei sorgenti ed alle libertà concretamente garantite agli acquirenti!
Ecco perché chi decide le regole del mercato dovrebbe comprendere che dare accesso alla conoscenza del funzionamento delle macchine "comandate" via software è un diritto fondamentale di cittadinanza, che ha _anche_ ripercussioni economiche. [...] Saluti, Giovanni. [1] tipo avete presente quando per far funzionare una stampante occorre installare un pezzo di software proprietario che dopo cinque anni, con alcuni aggiornamenti del sistema operativo, semplicemente non funziona più E non viene aggiornato [2]? So che ogni sistemista con un po' di esperienza avrebbe una galleria degli orrori analoghi da raccontare, anche (soprattutto?) nelle macchine industriali. [2] tanto che non sono affatto rari casi in cui i clienti sono costretti ad utilizzare sistemi operativi vecchi di decine d'anni e ormai non più supportati pur di poter continuare ad usare le loro preziose macchine. -- Giovanni Biscuolo