Scusate se insisto.
Mio figlio, quando era piccolo, diceva che
la storia insegnata a scuola era una storia di guerre...: ce
ne hanno insegnate a bizzeffe, in effetti.
Ma non ci hanno mai detto che la
costante universale è la predazione / sfruttamento / manipolazione, e che
la guerra è di essa solo l'esempio più triste, appariscente e
tragico.
A me sembra "normale" che le tecnologie
vengano usate come conviene a chi conviene.
A voi no?
Io ho (mal)calcolato che il problema italiano
sono 400 miliardi di Euro/anno sistematicamente rubati: 100 di evasione, 100 di
corruzione, 100 di malavita e 100 di extraprofitti privati su infrastrutture
dell'economia (che in un'economia seria potrebbero / dovrebbero essere
gratuite).
Finché non se ne parla, non se ne esce (e forse
neanche parlandone...).
Intanto, però, nessuno si è sognato di fare le
somme, ...quando ancora -- rigorosamente una per volta, e mai insieme
-- questi temi sono arrivati sui media.
La soluzione -- forse... -- sarebbe una
"tecnologia" di proprietà dei cittadini (ho provato a proprorre che i cittadini
si realizzassero la loro rete in fibra, ma in cinque anni dal 2008 al 2013 al
massimo ho trovato uno spazietto su Report e Corriere della Sera, ...e tanto
silenzio).
Come ripeto sempre, lo diceva Tocqueville
quasi 200 anni fa che il destino della democrazia era segnato.
E noi perdiamo tempo a chiamare "IA" dei
confezionatori di parole, e a discutere di tecnologia, ...come se fosse questo
il problema: e non è questione di "fare il classico" (io ho fatto lo
scientifico, e mi va benissimo), ma di usare la testa: finché i cittadini a)
non si svegliano, b) non hanno un loro progetto per il loro futuro, e c) non
alzano il sedere dalla sedia, ce l'abbiamo tutti in quel posto, "pensatori" (e
tecnologi) inclusi.
E io -- purtroppo -- la vedo nera come
Tocqueville (magari è perché avevo 18 anni nel 1968..., e qualche illusione --
non tecnologica -- me la sono fatta).
Aloha.
----- Original Message -----
Sent: Monday, June 23, 2025 7:30 PM
Subject: Re: [nexa] La pagina bianca è la
mia bottega (di Michele Serra)
> O forse non è solo una questione di uso, ma, in certe
macchine, c'è
> anche un aspetto strutturale?
La produzione di
mine e di qualsiasi altra arma è produzione di MORTE e va fermata [a piè di
pagina le parole di Carlo Cassola su una auspicabile "rivoluzione
disarmista"].
Altresì, sono macchine che non fanno certo bene al pianeta
tutte quelle che utilizzano la combustione dei combustibili fossili.
Al di
fuori di questi, ed altri casi, in cui, è vero, c'è un aspetto strutturale da
considerare, si può discuterne dell'uso.
Le macchine del terzo
millennio non sono più quelle per tessere nastri e galloni o per cimare la
lana, o le segatrici meccaniche di cui parlava Marx. Sono le macchine digitali
e, quindi, che funzionano tramite software. E' di software che si deve
discutere.
Negli anni Novanta gli utopisti come me volevano cambiare il
mondo con Internet prima (contro l'informazione a senso unico di televisioni e
giornali) e con il software libero dopo (contro i monopoli digitali
dell'epoca).
Non solo non ci siamo riusciti ma il nostro "contributo",
milioni di ore in totale, è stato usato (grazie a quei "geni" che hanno
intrappolato i nostri codici dentro device e cloud) per creare un mondo ancora
più monopolizzato digitalmente rispetto a quegli anni.
Non bisogna fare di
nuovo lo stesso errore. Non ci sono tecnologie positive "a prescindere". Ma
tecnologie che possono essere usate positivamente se dietro c'è un movimento
di pensiero positivo.
Vi racconto una storia ... (ebbene sì, Massini mi
ha condizionato :)
Qualche giorno fa ho accompagnato mio figlio
adolescente e i suoi amici a mare. In macchina mio figlio, rivolgendosi al
ragazzo seduto accanto: "Sai, mio papà fa l'informatico e, rivolgendosi a me,
Carlo (nome di fantasia) è un genio dell'informatica". "Ah, ti piace
programmare?" Risposta: "Ne sono ossessionato". Quel termine mi ha fatto
riflettere, perché ha usato quel termine? Non poteva semplicemente dire, mi
diverto a ... La discussione continua e mi dice che ha dei progetti su Github
che hanno ricevuto molti apprezzamenti, rispondo: "Ho abbandonato Github
quando è stata comprata da Microsoft". "Ah, peccato, ma perché?", "Troppo
lungo da spiegare e si sente già l'odore di salsedine, alla
prossima".
A.
"Finora le rivoluzioni, che sono avvenute nella
storia antica e moderna, sono fallite: né la Rivoluzione cristiana, né la
Rivoluzione francese, né la Rivoluzione russa, che propugnavano la fratellanza
universale o l'internazionalismo socialista, hanno realizzato il loro scopo di
pace e di felicità. Ma oggi la rivoluzione disarmista – cioè, il superamento
degli Stati nazionali e l'eliminazione delle frontiere e degli eserciti – è
una necessità assoluta per la sopravvivenza dell'Umanità".
(Carlo Cassola,
“La rivoluzione disarmista”, BUR, 1983).