E-democracy, il governo ci prova
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-democracy-il-governo-ci-prova/2210744Si parla del portale
http://www.partecipa.gov.it/ come esempio di e-democracy.
Guardando i quesiti dei questionari, a me pare una consultazione piuttosto strutturata, es:
"Il sistema parlamentare italiano è fondato su un bicameralismo paritario e simmetrico, nel quale la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica svolgono le medesime funzioni nell’ambito del procedimento legislativo, danno entrambe la fiducia al Governo e i loro componenti sono eletti dal popolo.
2. Secondo te, l’attuale Parlamento composto da due Camere che hanno identiche funzioni e formate con meccanismi analoghi è:
- da conservare;
- da modificare, differenziando solo le funzioni di Camera e Senato e non la loro composizione;
- da modificare, differenziando sia le funzioni sia la
composizione del Senato, il quale diventa rappresentativo degli enti territoriali;
- da modificare, prevedendo un’unica Camera;
- altro;
- non so / nessuna risposta."
Le opzioni non mi paiono aperte, ad es, perchè il Senato degli enti territoriali? Differenziare le funzioni cosa vuol dire (ci sono molti modi di differenziare)?
Guardando poi gli altri quesiti appaiono criticità simili.
C'è poi un ulteriore problema, maggiore direi. Per chi sarebbe questa e-democracy? Per una manciata di persone che seguono il tema, per gli "addetti ai lavori", o coloro che hanno interesse per certi strumenti?
Personalmente, ma confesso i miei limiti sul tema, credo che prima di lanciare piattaforme, consultazioni ecc., occorra preparare il tessuto sociale. La partecipazione non si crea mettendo online uno strumento, ma animando un dibattito, creando momenti off-line di sensibilizzazione sui temi, insomma preparando prima il
terreno. Solo in seguito ha senso usare questi strumenti, altrimenti non siamo alla democrazia in senso moderno, ma alla democrazia dei pochi e, in molti casi, poco rappresentativi della società (la signora di novant'anni usa partecipa.gov?, il disoccupato senza internet? chi ha un basso livello culturale?, ecc.).
Il rischio mi pare sia di conseguire un risultato ben poco democratico, senza ricorrere a dietrologie di tentativi di legittimazione del "popolo on-line" di scelte prese altrove.
Alessandro Mantelero
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