Cari tutti, vi segnalo (tra le tante decisioni della Corte di giustizie CE in arrivo sul tema della copia privata) C-277-10, secondo cui (tra l'altro) 3) Il diritto dell’Unione deve essere interpretato nel senso che, nella sua qualità di autore dell’opera cinematografica, il regista principale della stessa deve beneficiare a pieno titolo, direttamente e originariamente, del diritto ad un equo compensoprevisto dall’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29 in base all’eccezione detta «per copia privata». 4) Il diritto dell’Unione deve essere interpretato nel senso che esso non riconosce agli Stati membri la facoltà di stabilire, a vantaggio del produttore dell’opera cinematografica, una presunzione di trasferimento del diritto ad un equo compensospettante al regista principale di detta opera, tanto nel caso in cui tale presunzione sia formulata in maniera assoluta quanto nel caso in cui essa sia suscettibile di deroga. Personalmente non ho gran simpatia per il prelievo (equo compenso), a maggior ragione se calcolato anche sulla base delle utilizzazioni in realtà illecite (v. il post di Giuseppe: è proprio così, in Germania ad es. la legge esclude espressamente la liceità delle copie private realizzate da fonti palesemente illecite ma tiene conto di questa limitazione per il calcolo del prelievo; da noi lo stesso principio è probabilmente ricavabile in via interpretativa, ma senza trarne poi le dovute conseguenze per la determinazione del quantum del prelievo; ed a questo proposito non credo però che vedremo presto liberalizzata a livello comunitario la copia privata realizzata da qualunque fonte, lecita o illecita; fermo restando che in questo modo non si arriverebbe comunque alla liberalizzazione del p2p, visto che la condivisione dei file continuerebbe ad essere certamente illecita) o (relativamente) impossibili (cioè senza tener conto dei DRM, pochi o tanti che siano; né da Padawan a mio avviso si ricava un diritto alla copia privata, al massimo si ricava, direi, il diritto a non pagare il prelievo); e soprattutto perché grava anche su chi non è autore di nessuna copia privata (perché devo pagare 16 euro quando acquisto un ipod ma non copio più i miei cd, non scarico da internet ed acquisto tutto su iTunes?). Il fatto che i denari così raccolti siano destinati ad autori ed artisti, senza possibilità che li cedano ex ante ai loro aventi causa, un po' mi consola… A presto. Un caro saluto. Alessandro Il giorno 03/mar/2012, alle ore 21:19, Maurizio Borghi ha scritto:
Questa invenzione dei tedeschi (l'eccezione per copia privata) ha permesso a molti cittadini europei di evitare le migliaia di azioni legali, anche molto gravose, che i teenagers americani hanno subito in questi anni:
http://recordingindustryvspeople.blogspot.com/
L'equo compenso è senz'altro un odioso balzello. Però, come ha affermato la corte europea in Padawan, se un utente ha pagato il balzello è anche legittimato a usufruire della facoltà di copia privata in tutta la sua estensione. Non sarà ancora il riconoscimento di un vero e proprio "user right", ma poco ci manca.
Un caro saluto Maurizio
________________________________________ From: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of giuseppe mazziotti [giuseppe.mazziotti@gmail.com] Sent: 03 March 2012 19:29 To: J.C. DE MARTIN Cc: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Tar Lazio - Equo compenso - lettori digitali
JC, apprezzo la tua voglia di scherzare:) Ma anche per questo dobbiamo prendercela coi tedeschi che hanno inventato il meccanismo della copia privata negli anni 60, e da lì quasi tutti i Paesi europei e l'Unione Europea stessa hanno seguito l'esempio.
Molti Paesi UE si stanno muovendo nel senso di proporre alla Commissione una riapertura della direttiva del 2001 e un'eccezione di copia privata senza alcun compenso, per la felicità del settore ICT e per la disperazione non tanto delle majors (te lo posso assicurare) quando degli autori e degli interpreti esecutori, che sono le categorie che beneficiano di più dell'odioso equo compenso, loro riservato in una quota parte dalla legge (con ciò non intendo difendere il modo di distribuzione delle risorse raccolte: quello è un altro problema).
Non potrebbe essere questo della copia privata un bell'esempio di "creatività remunerata - conoscenza liberata"? Sono curioso di vedere se, in questo processo di riforme, qualcuno verrà fuori con l'estensione del concetto di copia privata al download da file-sharing. Questa però sarebbe una roba seria, credo.
Un caro saluto anche a te (e un piacevole ritorno in Italia), Giuseppe
Il giorno 03 marzo 2012 19:03, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it<mailto:demartin@polito.it>> ha scritto: Secondo me, Giuseppe, si potrebbe fare un maggiore sforzo di immaginazione.
Per esempio: qualcuno ha già preso in considerazione l'ipotesi di chiedere di aumentare gli importi di "equo compenso" in ragione non solo della banale capacità di immagazzinamento ("that's so dial-up!" come dicono i ragazzini cool americani) ma anche dell'aumento delle velocità di calcolo dei microprocessori? E' ben noto, infatti, che l'aumento di velocità implica una maggiore velocità di ripping di CD e DVD, e anche una maggiore velocità di ri-codifica dei file risultanti. Per non parlare delle CPU multi-core, che, perversamente, permettono di parallelizzare le operazioni illecite di cui sopra! (moltiplichiamo per N?)
Analogo discorso per il progressivo aumento della velocità dei lettori ottici che consentono di "rippare" (e poi, orrore, anche "bruciare") un supporto ottico a velocità sempre crescenti, quindi in tempi sempre più contenuti, aumentando quindi il numero medio di operazioni illecite nell'unità di tempo.
Mi sembra poi che ci siano ampie apportunità anche lato tecniche di trasmissione: all'aumento progressivo delle velocità di upload e download, soprattutto in ambito wireless, non dovrebbe corrispondere un aumento proporzionale della remunerazione ai detentori dei diritti? C'è, infatti, mi sembra, una chiara correlazione: più alta la velocità di trasmissione, più usi illeciti che hanno tutto il diritto di venir compensati.
Insomma, solo qualche idea sparsa, che pero' mi sembra abbiano l'innegabile pregio, se attuate, di legare ancora più saldamente gli "equi compensi" alla legge di Moore, che, come si sa, è una legge esponenziale. Yummy.
Un caro saluto, con tutta la simpatia che sai,
juan carlos
On 03/03/12 16:54, giuseppe mazziotti wrote: Ma il valore dei prodotti hardware e dei supporti registrabili è aumentato a dismisura nell'ultimo decennio anche a causa della perdita di controllo dei titolari sui propri filamenti :) il valore d'uso di questi beni è aumentato e la disciplina europea tiene conto di questo e genera inevitabilmente un meccanismo di estensione del compenso. I DRM è dal 2008 che ormai, almeno sulla musica, non sono quasi più utilizzati... Ciò che è davvero in discussione a livello europeo in questo momento è l'inclusione, nel meccanismo di calcolo dei compenso, delle copie realizzate da fonti illegittime (cioè non autorizzate, come il file-sharing), che al momento è esclusa. Ciò porterebbe alla legalizzazione dei downloads, che è un tema molto caro a diversi opinionisti di questa lista. E in quel caso i compensi aumenterebbero, temo.. Un caro saluto a tutti, in particolare a Carlo (con cui prima o poi ci si dovrà vedere a cena per chiacchierare) Giuseppe
Il giorno 03 marzo 2012 16:45, Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it<mailto:blengino@penalistiassociati.it>> ha scritto: Si. Non si scappa. DRM o non DRM, supporto o non supporto, i titolari debbono incassare, basta che ci sia un pò di memoria disponibile per buttar dentro qualche filamento d'opera protetta... Non è che da un TAR ci si potesse aspettare qualche cosa di diverso...
Inviato da iPad2
Il giorno 03/mar/2012, alle ore 15:54, Luca De Biase <luca@debiase.com<mailto:luca@debiase.com>> ha scritto:
In pratica dice che le norme attuali sono concepite correttamente da tutti i punti di vista? Luca
Il giorno 03/mar/2012, alle ore 14:43, Marco Scialdone <marcoscialdone@gmail.com<mailto:marcoscialdone@gmail.com>> ha scritto:
Caro Valerio,
Grazie di questa preziosa segnalazione. Una sentenza che aspettavo e che sarà interessante studiare con attenzione.
M
Avv. Marco Scialdone Mobile: +393470830540<tel:%2B393470830540> Blog: http://scialdone.blogspot.com
Il giorno 03/mar/2012, alle ore 14:34, Valerio Lubello <lubolo@hotmail.it<mailto:lubolo@hotmail.it>> ha scritto:
Cari tutti, segnalo questa<http://www.medialaws.eu/tar-lazio-232012-equo-compenso-riproduzione-per-uso-...> recente sentenza del Tar Lazio in materia di equo compenso vs. dispositivi digitali, buon we, Valerio
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