Il 14/09/2011 10:03, Marco Ciurcina ha scritto:
Se quei dati sono veri e se, come mi pare, la maggior parte delle etichette 
sono extraeuropee, quest'estensione danneggierebbe l'economia dell'Unione.
Se fosse così sarebbe molto grave.
Mi rifiuto di credere che le istituzioni europee agiscano in danno 
dell'economia dell'Unione.
Dov'è l'errore nel ragionamento ?
m.c. 

Buongiorno Marco,

non credo ci sia nessun errore. Nel campo del copyright e talvolta delle telecomunicazioni ci sono numerosissimi rapporti che dimostrano, dati alla mano, che la Commissione (in particolare il DG MARKT) agisce spesso danneggiando il mercato interno. Non ti sto a tediare per la millesima volta su tutti i passaggi del Telecoms Package che favoriscono gli interessi americani a danno delle ditte europee e dei cittadini dell'Unione, ti cito solo un esempio su tutti:
<http://torrentfreak.com/europes-odd-anti-piracy-stance-send-money-to-the-us-110904/>

Questa situazione si è venuta a creare per i motivi riportati decine di volte da osservatori e parlamentari e ben esemplificati dalle parole di Christian Engstrom (e altri): "This is yet another example of how the Council and Commission of the EU are completely in the hands of the copyright lobby and will do whatever the lobbyists ask them to, no matter how absurd or harmful to society it may be."

Nel settore del copyright, chi è capo della Copyright Unit del DG Internal Market della Commissione da aprile, ossia a capo di uno dei gruppi che più influiscono sulle proposte della Commissione concernenti il copyright e il suo enforcement? Maria Martin-Prat, già "Deputy General Counsel and Director of Legal Policy and Regulatory Affairs for the International Federation of the Phonographic Industry (IFPI)". La Prat è nota per le sue posizioni ultra-estremiste: non tollera l'esenzione del copyright per la copia privata e si è battuta contro l'interoperabilità dei file musicali e per rendere un reato l'aggiramento dei DRM anche a scopo di copia privata. Inoltre è nota per le sue posizioni a difesa del mercato musicale americano.

Non più tardi di 7 giorni fa, il Commissario al Commercio Karel De Gucht ha tenuto un discorso sulla "proprietà intellettuale" e sulla necessità di un suo ampliamento e rafforzamento, che, per quanto concerne copyright e brevetti, sembrava la fusione dei comunicati stampa della lobby del copyright e della lobby delle industrie farmaceutiche e che ignorava totalmente la grande massa di rapporti scientifici che mostrano come un allentamento o "raffreddamento" nel regime di copyright e brevetti può portare a enormi benefici sia per la società sia per il mercato interno.

In questa situazione, in cui i lobbisti diventano policy maker della Commissione, i funzionari del COREPER vengono assunti dall'industria del copyright, i parlamentari hanno tabelle prezzi per gli emendamenti a disposizione dei lobbisti e certi Commissari copiano & incollano i comunicati degli uffici propaganda dell'industria, come possono la comunità scientifica e la società civile pensare di cambiare le cose senza violare le leggi?

Ti anticipo e appena possibile passerò in lista la documentazione nella quale leggere fra le righe, che entro breve (1-2 anni) verrà proposta una nuova estensione del copyright che non si limiterà alle opere audio registrate.

Ciao,
Paolo