Il 21/10/2010 20:34, Andrea Glorioso ha scritto:
Coloro che utilizzano strumenti per l'aggiramento della censura sono "sovversivi" (usando una definizione molto ampia del termine)? Ovviamente per le autorità dello Stato in cui vivono, lo sono, altrimenti non avrebbero bisogno di usare tali strumenti.
Ciao Andrea, credo che Arturo contesti proprio questa affermazione, e d'altra parte basta trovare un controesempio per falsificarla. Controesempio: io uso regolarmente, dall'Italia, strumenti di aggiramento della censura, per accedere ad un sito che tratta di bonsai (non mi è mai fregato nulla dei bonsai, ma da quando ho saputo che c'è un sito che tratta di bonsai censurato dalle autorità italiane, mi è venuta la passione), accedere al sito di un'università coreana (non riesco nemmeno a leggere un solo carattere coreano, ma... vedi sopra... e comunque guardo le figure), accedere a The Pirate Bay, in passato per accedere a un server di Imageshack dove avevo memorizzato delle mie immagini, e altro ancora. Tutti siti censurati dalle autorità italiane per motivi noti o per motivi del tutto misteriosi. Inoltre uso questi strumenti per accedere ad altri siti (come il wiki di Frontiere Digitali, ironia della sorte co-creato da Arturo) che per motivi oscuri o errori tecnici sono censurati da un mio provider (Aria) - sono tanti siti, tutti quelli hosted in 188.40.113.87 (vedi http://domainsbyip.com/ per una lista parziale). Nonostante questo mio comportamento, non sono un sovversivo nemmeno per le autorità. A parte l'ironia, quello che mi appare chiaro è che anche nei paesi in cui viviamo gli strumenti per l'aggiramento della censura sono utilizzati da persone che non possono essere accusate di essere sovversive nemmeno da quella stessa autorità che censura... e però la censura è lì. Il discorso di Morozov non mi sembra abbia una validità generale, andrebbe circostanziato. Che poi giunga a conclusioni vere (gli strumenti sono utilizzati da una minoranza della popolazione) non implica che le premesse siano vere. Ciao, Paolo