Il 06/05/2017 18:00, Alberto Cammozzo ha scritto:
La mia risposta fu che occorre smettere di concentrarsi sulle applicazioni e agire sull'architettura delle infrastrutture, offrendo piattaforme aperte, interoperabili, decentralizzate che siano robuste alternative a quelle verticali proprietarie [2]. ....
Non è un intervento alternativo a quello legislativo, ma complementare, attraverso la promozione di una alternativa architetturale competitiva. Nessun attore commerciale si lancerà mai in una tale impresa, ma è un progetto ambizioso alla portata dell'UE, avvalendosi delle competenze europee, con rilevanti ricadute territoriali.
Secondo me questa È L'UNICA STRADA, e l'unica che dà senso ad un organo di governo europeo. Se l'Europa tiene ai suoi cittadini, deve fare quello che fa uno stato per essi. Guardare sul lungo periodo e realizzare quelle iniziative infrastrutturali che garantiscono allo stesso tempo diritti fondamentali e sviluppo economico. Piattaforme aperte ed interoperabili tipo quelle sopra accennate permetterebbero a molti attori (e non solo a quelli con le spalle larghe) di sviluppare grazie ai dati digitali ed alle tecnologie informatiche servizi a valore aggiunto. Ma avrebbero "by design" le garanzie di privacy necessarie e sarebbe molto più difficile mercificare le esistenze umane. Ciao, Enrico -- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ ===================================================================== --