Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
For parents, there are no easy solutions, said Jenny Coleman, the director of Stop It Now, an organization that combats sexual exploitation of children. “Even the most careful of families can get swept into something that is harmful or criminal,” she said.
Ma non è vero, è di una falsità PREOCCUPANTE. Chi pubblica video su YouTube decide se quei video sono pubblici o "nascosti", ovvero non indicizzabili: i secondi NON sono pubblici (e tanto meno entrano nelle raccomandazioni); male che vada sono gli operatori di YouTube che possono usare quei video. QUINDI i genitori hanno una soluzione: NON rendere pubblici i video dei loro figli. Santo cielo, non ci vuole un genio per capirlo: peccato che quando c'è di mezzo "il digitale" anche ai più saggi a volte gli si chiude la vena. Oppure pensiamo seriamente che sia anche solo CONCEPIBILE come regolare l'uso che viene fatto da terzi del materiale pubblicato? E poi tradurlo in norme? …ma pensa se 'mo mi tocca pure fare l'avvocato difensore di YouTube! :-( [...]
PS: Mai caricare video su YouTube, TikTok etc... neanche di bambini! ;-)
Ciascuno si prenda la responsabilità di quello che fa, ANCHE in rete. Saluti, Giovanni P.S.: rimane poi il problema delle possibili interazioni dei maggiori di 13 anni in rete, ma chi vorrebbe sostituire l'educazione e la famiglia con il combinato disposto di leggi applicate per mezzo di un MEGA controllore che verifica di quello che avviene nella comunicazione in rete non si rende conto di quello che sta proponendo. -- Giovanni Biscuolo