Ciao, La mail di Duccio merita una risposta estesa (e il tentativo di ingaggiare anche gli autori dello studio quando sarà possibile leggerlo da qualche parte), ma mi permetto di sottolineare subito (per l'ennesima volta) il problema fondamentale: Il 21 Dicembre 2024 08:53:45 UTC, Alessandro Brolpito <abrolpito@gmail.com> ha scritto:
qual è la differenza tra un uomo e un elaboratore nell'apprendere?
Senza entrare in tecnicismi (non sono in grado), faccio fatica a vederli
Fai fatica a vederli perché non vuoi entrare nei "tecnicismi". Non vuoi entrarvi perché credi non siano rilevanti. Credi non siano rilevanti perché ti è stata venduto un modello mentale del loro funzionamento che non ha nessuna attinenza con la realtà, ma che ti evita la fatica di studiare sufficiente informatica da comprendere il loro reale funzionamento. Ciò che viene descritto come apprendimento delle macchine non ha alcuna relazione con l'apprendimento. Ma questa falsa credenza serve bene diverse esigenze. Anzitutto permette a chi non ha alcuna competenza o comprensione in merito di parlare di questi software con una sicumera da fare invidia ad un esperto. Come potresti vedere una differenza fra una tua esperienza e qualcosa di cui non sai nulla fuorché una favola che ti descrive un software in termini della tua esperienza? Un bambino può imparare a riconoscere un leone dopo averlo visto in foto una singola volta. Il suo cervello in tutta la vita consumerà una frazione irrisoria dell'energia consumata durante la programmazione statistica di un software come alpha go. Una persona impara ad usare il linguaggio per comunicare esperienze della propria mente, esperienze che sono in parte fenomenologiche, in parte interiori (come intuizioni, ragionamenti logici etc..) Nessun software esistente dispone di esperienze, interiori o fenomenologiche. Ma naturalmente non puoi saperlo, fin quando pretendi di prescindere dal faticoso studio dei "tecnicismi". Se decidi di fidarti della mia parola, puoi cercare comunque di conciliare la tua posizione con le mie parole riducendo l'uomo ad una macchina ed affermando che tutto sommato anche l'uomo funziona come io dico che funzionano le macchine. Cosa che rivelerebbe una comprensione dell'uomo persino inferiore a quella informatica. Però hai ragione. Se decidi di ignorare tutte le differenze, allora l'apprendimento umano è identico a quello delle banane. E delle pietre. E sì, anche a quello delle macchine. E ciò nonostante il fatto che macchine, pietre e banane non apprendano.
L'unica grande differenza che vedo é che nell'uomo l'apprendimento avviene attraverso una emozione, occhi negli occhi.
L'unica differenza che cogli fra ciò che sai dell'apprendimento umano e ciò che immagini dell'apprendimebro delle macchine. Un po' come l'unica grande differenza che mia figlia vede fra cavalli ed unicorni... è il corno.
Naturalmente vedo tutti i rischi che Daniela e Giacomo evidenziano
Permettimi di dubitarne. A furia di leggere Nexa, puoi probabilmente elencare certi rischi, ma non li vedi quotidianamente verificarsi intorno a te. Non ti rendi conto di esserne vittima, nemmeno mentre leggi le mie parole. Non puoi. Un po' per il terrore che vuoi umanamente evitare. Un po' perché non disponi degli strumenti cognitivi necessari. E non vuoi averli. Vuoi prescindere dai tecnicismi, giusto.
sapere é potere.
solo dove l'ignoranza è diffusa. E laddove chi sa ha potere, l'ignoranza è tollerata ed incentivata. Ti dice niente? Giacomo