Il 16/02/2012 14:57, giuseppe mazziotti ha scritto:
Non credo sinceramente che questo sia un contesto dove si puo' facilmente disinformare, considerato l'alto livello e la preparazione tecnica degli iscritti alla lista.
Ognuno e' libero di farsi la propria opinione, e di esprimerla sulla base di fatti e documenti, inclusi trattati e direttive, che sono a disposizione di tutti, grazie al cielo. G.

Non lo credo nemmeno io. Tuttavia la lista è pubblica, e quindi letta potenzialmente anche da persone che qui non scrivono mai. Ritengo quindi un "imperativo categorico" :) ribattere punto su punto alle affermazioni che, documenti ufficiali alla mano, non corrispondono al vero.

Parentesi: a proposito dell'accesso ai testi, devo sottolineare che per tutto il periodo dei negoziati l'accesso è stato limitato ai soli testi trapelati di ACTA. Gli stessi MEP dovevano leggere ACTA dai testi trapelati, su WikiLeaks e altri siti, mentre i rappresentanti delle major venivano invitati ad assistere ai negoziati e mi risulta che siano anche stati interpellati per opinioni e consigli. Chiusa parentesi e veniamo al sodo.

In merito alla presunta compatibilità di ACTA con l'acquis e con il diritto dei Paesi Membri, si consideri a titolo esemplifcativo questo, tratto dalla versione consolidata e firmata da 22 Paesi Membri (il maiuscolo è mio):

Section 4: Criminal Enforcement
ARTICLE 23: CRIMINAL OFFENCES

Art. 23.1
1. Each Party SHALL provide for CRIMINAL PROCEDURES and penalties to be applied AT LEAST in cases of wilful trademark counterfeiting or copyright or related rights piracy on a commercial scale. (9) For the purposes of this Section, acts carried out on a commercial scale include AT LEAST those carried out as commercial ACTIVITIES for direct or INDIRECT ECONOMIC or commercial ADVANTAGE."

Questa è una ridefinizione completa ed incompatibile con l'acquis di "pirateria su scala commerciale". Mi si citi un solo articolo di una sola direttiva che influenzi l'impianto penale di un Paese Membro per definire atti di violazione su scala commerciale come "attività commerciali intraprese per *vantaggio* (non profitto, non lucro) economico *indiretto*".

Procedure penali contro un atto di violazione del copyright per "vantaggio economico indiretto" non sono previste dall'acquis dell'EU, cosi come non sono previste dall'ordinamento italiano, da quello olandese e da quello di gran parte dei Paesi Membri. In realtà, per un brevissimo periodo in Italia la c.d. Legge Urbani prevedeva esattamente questo (limitatamente alle condivisioni su reti telematiche), ma poi fu emendata. Vantaggio economico indiretto lascia spazio a ben pochi equivoci.

Per tutto quanto sopra (ma anche per altri motivi, questo è solo un esempio), è falso affermare che ACTA non modificherà gli impianti legislativi delle parti sottoscrittrici, compreso quello dell'UE, ed è "at least" scorretto invitare i critici di ACTA a chetarsi su queste basi (fermo restando che nessuno di "noi critici" ha mai sostenuto la "fine del mondo e delle libertà" con ACTA, altra affermazione non veritiera).  Al contrario, ACTA ha il potere di modificare l'impianto legislativo anche penale delle parti.

Il testo ufficiale consolidato e firmato di ACTA:
<http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2011/may/tradoc_147937.pdf>

Ciao,
Paolo


Il giorno 16 febbraio 2012 14:23, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Il 16/02/2012 11:22, giuseppe mazziotti ha scritto:
Ciao Carlo,
 
si chetera' un po' SABAM, ma dovrebbero anche chetarsi tutti quelli che nelle ultime settimane hanno paventato la fine del mondo e della liberta' su Internet con ACTA (se mai verra' ratificato dall'Europa). La Corte di Giustizia, emanando le sentenze sui due casi di SABAM (contro Scarlet e Netlog), si e' mossa in un contesto legislativo, e cioe' il diritto UE, che non cambiera' per via di ACTA,

Sostenere che il diritto UE non cambierà con ACTA è disinformazione, in linea con alcune menzogne della Commissione Europea (DG Trade). In realtà ACTA *non* è pienamente compatibile con l'attuale acquis e diverse sue disposizioni sono sufficientemente vaghe da permetterne implementazioni diverse, con conseguente ulteriore frammentazione del "digital single market". Il problema infatti non è solo la compatibilità con l'acquis dell'UE, ma anche la compatibilità con le leggi dei Paesi Membri (quest'ultimo punto, per essere corretti, in realtà ammesso -verbalmente- anche dal Commissario De Gucht).

Uno degli ultimi debunk in merito ai miti propagandati dall'industria del copyright e da diversi esponenti del DG Trade su ACTA lo ha scritto EDRi:
<http://www.edri.org/commission_myths>

Qui molto brevemente vorrei ricordare la RIDEFINIZIONE operata da ACTA di infringement su scala commerciale, che ha profonde implicazioni sia sul piano civile sia su quello penale. La chiave è che una violazione su scala commerciale definita come una violazione che ottenga un vantaggio indiretto, anche privo di lucro, criminalizza il cittadino che realizza un'opera di mashup o remix, oppure quello che copia un contenuto audio o video per un parente (e ovviamente tutti coloro che fanno file sharing di numeri protetti da copyright), e molto altro.

Finalmente anche la Commissione comincia ad ammettere che la compatibilità con l'attuale quadro legislativo sia come minimo dubbia, aprendosi alla possibilità di chiedere l'opinione della Corte Europea di Giustizia (anche se forse con secondi fini non molto limpidi):
<http://www.edri.org/edrigram/number10.3/ec-discusses-partial-acta-retreat>


 
La Corte di Giustizia oggi ci ha soltanto detto che la soluzione non puo' essere un sistema di filtraggio generale e preventivo, punto.

Parafrasando Heinlein, "The ECJ is a harsh mistress". :D

Un brindisi,
Paolo


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