Dubbi? Che spazio avrebbe la curiosità senza dubbi? :-)

Ma la Politica non è veramente una scienza: niente ripetibilità degli esperimenti.

E nonostante la Politica non sia una scienza (o una tecnica) la Scienza Politica la indaga e prova a descriverla.
Ma è una materia intrisa di storia e non è mai falsificabile. Ogni tanto permette di comprendere, ma mai di prevedere.

Mentre scrivo immagino il volto severo del Professor Rusconi contrariato... nonostante il voto, non ho proprio imparato un bel niente!
Ahimè, è possibile. Ma non voglio accontentarmi della interpretazione comune di politica come arte della gestione del potere.
Ricordo ancora abbastanza Macchiavelli, Shumpeter e von Clausevitz... ma abbiamo bisogno di qualcosa di più di un nuovo leader carismatico ed idealista.

Dobbiamo pretendere Idee... più alte.
Dobbiamo ridare alle parole significati chiari, belli e forti.


Per cui, scusami per la perentorietà, ma confermo: dobbiamo pretendere che la Politica sia una faticosa attività condivisa, che produca soluzioni ai problemi attraverso la sintesi di competenze profonde e pertinenti. Non il mestiere di gestire il consenso trovando compromessi che accontentino tutti.

Non perché sia giusto, ma perché abbiamo visto bene e ripetutamente che l'incompetenza al potere fa solo danni.

Non vale solo per la politica, spesso mi capita di sentire qualche imprenditore o qualche manager che non saprebbe avviare python sotto-intendere una qualche propria affinità con Steve Jobs, dimenticando la profonda competenza tecnica dello stesso, competenza che era il fondamento della sua capacità di visione.
Da parte mia non riesco davvero a capire come si possa anche solo pensare di guidare (o vendere) qualcosa che non si comprende.


Giacomo


Il giorno 26 luglio 2018 21:12, Luigi Scorca <luigi.scorca@gmail.com> ha scritto:
Beato lei che non ha dubbi.

Credo che il malinteso sia nella differenza tra "tecnica" e "tecnologia".

La Politica è una scienza. 




Il gio 26 lug 2018, 17:58 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
No.

Politica è ogni attività consapevole del Cittadino volta a migliorare la Comunità in cui opera.
La Tecnologia, poi, è il proseguimento della Politica con altri mezzi.


La Politica è lo scopo, non il metodo.
E deve essere uno scopo condiviso. E dunque deve essere uno sforzo condiviso.
Il prodotto di una vasta collaborazione, sintesi di competenze variegate. Non la prerogativa di (sedicenti) specialisti.


Giacomo


Il giorno 26 luglio 2018 17:27, Luigi Scorca <luigi.scorca@gmail.com> ha scritto:
Anche la politica è una tecnica..

Il gio 26 lug 2018, 17:24 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:

Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.

Personalmente trovo questa affermazione ridicola.

Senza profonda competenza tecnica, senza sapere in prima persona realizzare i sistemi informatici che risolveranno i problemi della PA, si è semplicemente in mano al fornitore più "convincente".
Che può essere quello che offre il rischio minore di biasimo per l'interessato (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che pronuncia meglio le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep Learning".

Ed essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di vedere come migliorarla attraverso l'informatica.
Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC.


Ma perché in Italia la competenza è un difetto?
Puzziamo così tanto, noi tecnici?


Giacomo



 
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