Nell'oggetto ho sintetizzato l'opinione di Giuseppe Attardi - lun 11 set 2023 nexa Digest, Vol 173, Issue 12 -, suoi i meriti, mia la responsabilità della sintesi. Condivido totalissimamente: qui l'enfasi è voluta, con altre parole è quanto scrive Pierluigi Contucci - https://www.rivistailmulino.it/a/ia-perch-difficile-da-disciplinare? -: "" dobbiamo ancora capire la natura delle relazioni con la nuova intrusa, tra IA e noi, tra IA e le macchine nella moderna robotica e presto dovremo pensare anche a come gestire le relazioni tra le varie IA. Oltre a far sì che l'IA si allinei alla nostra etica è opportuno cercare di capire come e dove distribuire la responsabilità dell’operato di ognuno e identificare metodi innovativi per assicurarci il buon funzionamento di queste nuove entità diverse da noi ma non più semplici strumenti."" Il rischio che temo è che l'animale umano diventi sempre più semplice strumento: come capire ciò che (forse) non si può capire? Forse dobbiamo ripensare Protagora: l'uomo è la misura di tutte le cose? A me, ultaottantenne, importa poco ... Grazie e cari auguri. Duccio (Alessandro Marzocchi)