Non credo sinceramente che questo sia un contesto dove si puo' facilmente disinformare, considerato l'alto livello e la preparazione tecnica degli iscritti alla lista.
Ognuno e' libero di farsi la propria opinione, e di esprimerla sulla base di fatti e documenti, inclusi trattati e direttive, che sono a disposizione di tutti, grazie al cielo. G.
Il giorno 16 febbraio 2012 14:23, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Il 16/02/2012 11:22, giuseppe mazziotti ha scritto:
Ciao Carlo,
 
si chetera' un po' SABAM, ma dovrebbero anche chetarsi tutti quelli che nelle ultime settimane hanno paventato la fine del mondo e della liberta' su Internet con ACTA (se mai verra' ratificato dall'Europa). La Corte di Giustizia, emanando le sentenze sui due casi di SABAM (contro Scarlet e Netlog), si e' mossa in un contesto legislativo, e cioe' il diritto UE, che non cambiera' per via di ACTA,

Sostenere che il diritto UE non cambierà con ACTA è disinformazione, in linea con alcune menzogne della Commissione Europea (DG Trade). In realtà ACTA *non* è pienamente compatibile con l'attuale acquis e diverse sue disposizioni sono sufficientemente vaghe da permetterne implementazioni diverse, con conseguente ulteriore frammentazione del "digital single market". Il problema infatti non è solo la compatibilità con l'acquis dell'UE, ma anche la compatibilità con le leggi dei Paesi Membri (quest'ultimo punto, per essere corretti, in realtà ammesso -verbalmente- anche dal Commissario De Gucht).

Uno degli ultimi debunk in merito ai miti propagandati dall'industria del copyright e da diversi esponenti del DG Trade su ACTA lo ha scritto EDRi:
<http://www.edri.org/commission_myths>

Qui molto brevemente vorrei ricordare la RIDEFINIZIONE operata da ACTA di infringement su scala commerciale, che ha profonde implicazioni sia sul piano civile sia su quello penale. La chiave è che una violazione su scala commerciale definita come una violazione che ottenga un vantaggio indiretto, anche privo di lucro, criminalizza il cittadino che realizza un'opera di mashup o remix, oppure quello che copia un contenuto audio o video per un parente (e ovviamente tutti coloro che fanno file sharing di numeri protetti da copyright), e molto altro.

Finalmente anche la Commissione comincia ad ammettere che la compatibilità con l'attuale quadro legislativo sia come minimo dubbia, aprendosi alla possibilità di chiedere l'opinione della Corte Europea di Giustizia (anche se forse con secondi fini non molto limpidi):
<http://www.edri.org/edrigram/number10.3/ec-discusses-partial-acta-retreat>


 
La Corte di Giustizia oggi ci ha soltanto detto che la soluzione non puo' essere un sistema di filtraggio generale e preventivo, punto.

Parafrasando Heinlein, "The ECJ is a harsh mistress". :D

Un brindisi,
Paolo


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