On 02/04/2020, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
On 02/04/2020 19:40, Stefano Zacchiroli wrote:
On Thu, Apr 02, 2020 at 06:57:18PM +0200, Enrico Nardelli wrote:
Quindi, a meno che mi sia sfuggito qualche passaggio, mi sembra che implementare questa soluzione PRIMA di aver implementato un adeguato piano per verificare se le persone sono infette o meno mi pare che non serva a niente, quindi serve a qualcos'altro... :-) Il testing è un prerequisito, lo dichiarano chiaramente. Come nelle migliori pratiche di engineering, non vedo l'utilità di serializzare l'implementazione---aspettando che il testing sia al livello richiesto prima di *iniziare* a fare il resto :-)
Concordo :-)
Io ho qualche dubbio, invece. Se per "implementazione" intendiamo il lavoro prettamente ingegneristico, la scrittura del codice, il test etc... sì sono d'accordo anche io. Non c'è ragione di aspettare i tamponi per scrivere codice. Ma prima di DISTRIBUIRLO su vasta scala, bisogna essere in grado di garantirne il funzionamento effettivo. In altri termini, PRIMA ci si mette in condizione di effettuare alcuni milioni di tamponi in pochi giorni, POI si distribuisce il software per tracciare i contatti. Non a caso si parla di precondizione al suo funzionamento. La serializzazione di questi due aspetti non è questione ingegneristica, ma politica. Giacomo