Salve.
Mi introduco nel
discorso.
Qualcuno ha parlato di
"linguaggio" (in senso generale e non informatico).
Logica, matematica, insiemistica
...e informatica sono tutti linguaggi.
L'unica differenza (beh, una delle differenze...) è che le prime
tre tendono a essere "descrittive" di uno o più mondi "target", mentre l'ultima
è "costruttiva" di un prodotto software, alla base del quale c'è quasi sempre un
"modello personale" (descrittivo) di come vada appunto modellata (in senso
costruttivo) una qualche realtà.
Non sono un esperto informatico,
ma sono (stato) ingegnere elettronico e consulente di business, e vedendo le
cose un po' "da fuori" (consulente), un po' "da dentro" (ingegnere), dubito che
si possa insegnare "bene" l'informatica.
Non ho seguito (anni '70) il corso
di informatica della mia università, preferendo provare a usare (da solo) un
mainframe senza sistema operativo, e a mio figlio, 52 anni meno di me, laurea
triennale in tecnologie dell' ingegneria, curioso di informatica ed elettronica,
sto consigliando di leggersi "IBM System 360 - Principles of Operation", per
capire qualcosa / le basi di come funziona una macchina, perché a quel livello
ci sono temi importanti da comprendere -- es. l'istruzione Test & Set --
mentre da lì in avanti le cose si sono fatte troppo tecniche da
seguire.
Probabilmente sono una specie di
"relitto" (...o un vecchio saggio che tiene i contatti col passato che conta),
ma avere oggi pezzi di software a portata di mano, e usarli per ottenere un
risultato, senza sapere bene cosa c'è sotto, anche se utilissimo e pratico da un
lato, non so quanto possa essere istruttivo dall'altro.
C'e qualcosa che rasenta la
filosofia e/o la psicologia, oltre che la tecnica, nello spiegare a qualcuno
come può approcciare la modellazione "concettuale" della
realtà.
Se si spiega a qualcuno la
modellazione a elementi finiti, quella è una tecnica, e di filosofia o
psicologia non c'è traccia.
Ma quando si vede un problema
affrontato da persone diverse in modi diversi -- con magari due modi fra i tanti
che sembrano essere i migliori, e ciononostante "ortogonali" fra loro -- allora
si vede che la "forma mentis" delle persona gioca un ruolo fondamentale nel come
il problem solving viene affrontato (in generale prima, e poi nello specifico
del tema informatico).
E la "forma mentis" né si insegna
né si plasma in un corso informatico, necessariamente infarcito di tematiche
tecniche (fra l'altro, sempre più complesse).
Non so se sono riuscito a
spiegarmi...
In sintesi, il mondo informatico è
troppo tecnico, e troppo (inutilmente? oggi?) complicato, perché "un" corso --
isolato da un corso di studi dedicato, che sfrondi le tematiche tecniche e le
metta al loro posto -- possa sfiorare le tematiche concettuali che
dell'informatica sono pilastri importanti.
Più importanti di quanto, a mio
avviso, gli stessi informatici le ritengano.