Il 2015 USA Freedom Act, come detto, non dice granché sui cittadini stranieri.
Ma, come si può leggere nell'articolo di Foreign Policy citato da Juan Carlos (che personalmente trovo molto più equilibrato dell'articolo del New York Times - de gustibus) l'Amministrazione Obama ha già fatto passi in tale direzione, tramite la PPD (Presidential Policy Directive) 28, la creazione del blog "IC [Intelligence Community] On The Record" e altro.
Io rilevo però che (1) le attività di spionaggio e controspionaggio sono, come altri hanno fatto notare, il secondo lavoro più vecchio al mondo (e spesso si combinano bene con quello più vecchio); (2) *tutti* i paesi a questo mondo vi si dedicano, quindi ogni tanto bisognerebbe guardare la trave nel proprio occhio prima di concentrarsi sulla pagliuzza in quello altrui; (3) certamente le capacità operative degli USA sono lievemente più sviluppate di, che so, San Marino, ma questa è una differenza di quantità e non di qualità o, se si vuole, di principio; (4) un'analisi davvero oggettiva delle reali misure di transparenza e di controllo parlamentare o indipendente, confrontando gli USA ad altri paesi (inclusa la maggior parte dei paesi dell'UE) dovrebbe a mio parere suggerire un po' di prudenza nel ritenere gli USA un caso isolato o persino peggiore di altri.
Oltre tutto, gli scambi di dati tra agenzie di spionaggio/controspionaggio "alleate" o "amiche" (e non raramente anche tra quelle nemiche) sono pratica piuttosto comune. L'idea che boicottare le aziende americane possa in qualche modo migliorare la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini europei (tra cui vi è pure, bisogna rilevare, il diritto alla vita e alla sicurezza personale...) è, per questo motivo, piuttosto ingenua - scusami, Marco. :)
Come spero sia chiaro, almeno per chi mi conosce da un po' di tempo, non sono un "cheerleader" dei cari vecchi Stati Uniti d'America. Ma francamente, e con tutto il rispetto, devo rilevare che il dibattito sulle questioni di spionaggio è a mio parere fortemente inquinato da una dose di superficialità e, diciamolo, anti-americanismo notevole.
A parte le considerazioni di cui sopra, con rare e meritevoli eccezioni (molte delle quali attribuibili a fellow di NEXA, non che la cosa mi sorprenda) vedo un'incredibile attenzione rivolta alle pratiche americane e molta meno a quelle cinesi, russe, o anche europee. Non è possibile giudicare le pratiche degli uni senza inserirle in un contesto globale e comparativo. Finché non si arriverà ad un qualche tipo di accordo globale su ciò che ammissibile o meno in questo ambito, chiedere a chicchessia di diminuire unilateralmente le proprie capacità operative è inutile e, per essere onesti, un po' ridicolo.
Inoltre, e con specifico riferimento ai "leak" che hanno creato questo dibattito, mi stupisco che così poche persone sollevino domande scomode come (per esempio) chi ha interesse a indebolire le capacità operative degli USA e dei suoi alleati; o in che modo, storicamente, siano state usate le talpe e gli "utili idioti".
Diciamo che mi sentirei più a mio agio e troverei intellettualmente più onesto un dibattito in cui le questioni di cui sopra venissero chiaramente messe sul tavolo.
Scusate se sono stato molto diretto e, come ho detto, tutto ciò che scrivo è la mia posizione personale (e, forse, quella di Obama, ma non posso confermare: all'ultimo brunch non è venuto perché Michelle gli ha fatto 'na capa tanta che non passa abbastanza tempo con la famiglia).
A presto,
Andrea
On Saturday, May 2, 2015, Marco Ciurcina <
ciurcina@studiolegale.it> wrote:
In data sabato 2 maggio 2015 15:20:23, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Sempre sullo stesso argomento (ma con uno sguardo più ampio):
>
> *The Good News About Spying*
> /Obama, the NSA, and the Future of Intelligence/
> By Timothy H. Edgar
Per quanto mi pare di capire, la situazione non è però migliorata nemmeno un
po' per gli stranieri (come noi).
Se qualcuno vuole approfondire il tema della sorveglianza di massa da una
prospettiva "Europea", suggerisco di leggere "l'evergreen" dal titolo "The US
National Security Agency (NSA) surveillance programmes (PRISM) and Foreign
Intelligence Surveillance Act (FISA) activities and their impact on EU
citizens' fundamental rights" fatto realizzare dal Direttorato Generale per le
Politiche Interne - Dipartimento Policy C: Diritti dei Cittadini ed affari
costituzionali del Parlamento Europeo (disponibile all'URL
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/libe/dv/briefingnote_/briefingnote_en.pdf)
che, tra l'altro, da atto del fatto che "la portata della sorveglianza che può
essere realizzata in conformità al "FISA US Amendment Act" del 2008, e le
relative pratiche adottate delle autorità statunitensi hanno fortissime
implicazioni per la sovranità dei dati dell'UE e la protezione dei diritti dei
cittadini Europei".
È auspicabile che la diplomazia UE continui ad esercitare pressione sugli USA.
Noi cittadini europei possiamo aiutare la nostra diplomazia a difendere i
nostri diritti umani evitando l'uso dei servizi forniti da imprese USA fino a
quando questa situazione non cambia.
m.c.
>
> https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2015-04-13/good-news-a
> bout-spying
>
> juan carlos
>
> On 02/05/15 11:12, J.C. DE MARTIN wrote:
> > Il commento dell'Editorial Board del New York Times:
> >
> > *"More Excuses on the Patriot Act" *
> > /A new bill makes some improvements but doesn’t go far enough to
> > protect civil liberties./
> >
> > http://www.nytimes.com/2015/05/02/opinion/more-excuses-on-the-patriot-act.
> > html
> >
> >
> > juan carlos
> >
> > On 30/04/15 20:55, Marco Ciurcina wrote:
> >> In data giovedì 30 aprile 2015 14:28:28, hai scritto:
> >>> Mr Sensenbrenner (uno degli sponsor del "2015 Freedom
> >>> Act") e` anche lo sponsor di un'altra proposta legislativa, il "2015
> >>> Judicial Redress Act", che introduce la possibilita` per il Governo
> >>> degli
> >>> Stati Uniti di estendere le protezioni previste dal Privacy Act anche a
> >>> cittadini stranieri, cosa sinora non possibile.
> >>
> >> whow..
> >> viva Sensenbrenner!
> >> Speriamo bene.
> >> Sarebbe bello poter tornare a pensare (senza essere smentito dai fatti)
> >> che
> >> gli USA sono attenti al rispetto dei diritti umani su Internet.
> >>
> >> :-)
> >>
> >> m.c.
> >>
> >>
> >> _______________________________________________
> >> nexa mailing list
> >> nexa@server-nexa.polito.it
> >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa@server-nexa.polito.it
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa