"M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> writes:
On Thu, Aug 27, 2020 20:13:19 PM +0200, Giacomo Tesio wrote:
Credo che la traduzione più appropriata di "agency" sarebbe "abilità".
Mi pare proprio di no. Agency in questo contesto e':
"the capacity, condition, or state of acting or of exerting power" https://www.merriam-webster.com/dictionary/agency
e tutta questa discussione andrebbe letta/rifatta, se non mi sfugge qualcosa a monte, con QUESTO significato in mente.
Sì, questa era la mia intenzione, grazie. Purtroppo non riesco a trovare una traduzione adeguata in italiano, mi piacerebbe tanto ma "competenza informatica", "abilità informatica" o ogni varizaione analoga non hanno la comptetezza di elementi di "computing agency". Forse "agibilità informatica" ma anche questa mi pare inadeguata. Come dicevo poco fa a Giacomo in realtà "informatics agency" è anche meglio di "computing agency", in inglese: la parte più difficile da tradurre rimane agency.
Ovvero: qui si parla soprattutto della **possibilita'** di esercitare le proprie competenze informatiche, non di averle o acquisirle.
In realtà anche di acquisirle: per essere in condizione di esercitare i propri "poteri informatici" (informatics agency) occorre _anche_ acquisire le competenze per farlo; questo non basta però, servono quattro elementi "propedeutici": 1. una macchina di Turing non truccata, verificabile (hardware design libero) 2. algoritmi non truccati, verificabili (software libero) 3. dati non truccati, verificabili (linked open data, con provenance e "accountability") 4. infrastruttura per comunicare, non truccata (la prossima Internet) Il quinto elemento è la conoscenza, che serve anche per analizzare lo stato del sistema a quattro variabili indicato sopra per poterne correggere i difetti rispetto all'obbiettivo: consentire a ciascuno di esercitare la propria informatics agency, cisacuno secondo la proria vocazione.
Uno Stallman in un mondo in cui per legge e' utilizzabile solo windows o iOS avrebbe la stessa abilita' informatica, ma zero "computing agency".
Bello l'esempio di RMS, anche se in un mondo distopico come quello che ipotizzi credo che RMS non avrebbe raggiunto quel livello di computing agency
Mentre uno che non capisce la differenza fra protocolli e formati, ma puo' legiferare in materia perche' e' magari senatore, ne ha molta di piu'.
Ha molta agency ma zero informatics: un miliardo per zero fa sempre zero :-) (sto esagenrando dicendo zero) L'esempio col potere politico è bellissimo perché _esattamente_ qui entra in gioco il concetto di cittadinanza digitale [1]: avere la possibilità di poter partecipare all'implementazione della informatics agency collettiva - agendo sui quattro elementi indicati sopra - per evitare che l'agency sia eccessivamente sbilanciata a favore di alcuni che controllano la tencologia. …insomma su per giù l'idea è quella :-D [...] Ciao, Giovanni. [1] "cittadinanza digitale" è un'etichetta ampiamente abusata a cui è stato associato un insieme eterogeneo e varipinto di significati -- Giovanni Biscuolo