Quale piccolo contributo alla discussione pubblica, mi permetto di ESULTARE leggendo queste parole scritte dal dirigente del Dipartimento Tecnologie Digitali e Sicurezza Informatica On Fri, 21 Nov 2025 09:51:15 +0100 380° via nexa wrote:
lo scrivente non ritiene di potervi dare corso [...]
una copia digitale dei contenuti di cui al punto 1), ovvero del contenuto di tutte le caselle di posta elettronica (mailbox) dell'Ufficio (che contengono la corrispondenza in ingresso e in uscita scambiata da dipendenti e da altri lavoratori a qualsiasi titolo presso l'Autorità [...] configurerebbe, in assenza di una richiesta dell'Autorità giudiziaria, una violazione del diritto costituzionale alla libertà e alla segretezza della corrispondenza oltre che delle norme in materia di protezione dei dati personali e di tutela dei lavoratori.
naturalmente non poteva rispondere in altro modo senza violare la legge e i diritti di un sacco di persone (probabilmente anche i propri), ma non è comunque scontato sentire un tecnico dire ad un superiore "No. Stai chiedendo una cosa illegale". On Fri, 21 Nov 2025 10:59:56 +0100 antonio wrote:
[...] "mettere su uno o più DVD" [...] più di 100 TB (TeraByte), ovvero 100.000 GB (GigaByte) di dati, richiederebbe circa 20.000 supporti ottici DVD-R ...
Mi sa però che non ha compreso del tutto, è evidente che ad un non esperto, DVD, TeraByte, dicono poco e niente. Ma è lapalissiano che era da intendersi un "supporto abbastanza capiente". Per "salvare" 100 TB sono sufficienti 4 HD da 30 TB e spazio rimane
Ma Antonio, è evidente che sta prendendo in giro l'interlocutore! :-D Si tratta di una metodologia dialettica molto efficace che in passato ho utilizzato io stesso in alcune (tristi) occasioni sul lavoro. Quando mi è stato chiesto di scrivere programmi il cui utilizzo avrebbe sicuramente comportato la violazione di norme o di diritti altrui, la mia risposta è stata una lunga spiegazione degli insormontabili problemi tecnici (come sai, se ne trovano sempre :-D), inframmezzati di riferimenti normativi e valutazioni etiche. I richiedenti non hanno mai la pazienza di leggere tutto e girano sistematicamente richieste e risposte ad altri tecnici che, leggendo invece la mia risposta mangiano la foglia si tengono ben lontani da grane e mal di pancia. Finora ha sempre funzionato. Qualche volta, i collegi ti offrono pure un caffè per ringraziarti, ridendosela sotto i baffi... ;-) Perché chi ti chiede di fare una cosa immorale o illegale, te lo chiede sempre e solo perché non è capace a farla da solo. Ma se non è capace, non è nemmeno capace di valutare la rilevanza degli argomenti tecnici. Naturalmente non è l'unico modo in cui un informatico competente può resistere a certe richieste, soprattutto quando giovane, precario o facilmente ricattabile. Altri modi, che potrebbero essere persino più efficaci in ambienti dove altri colleghi sarebbero disposti a compiere l'atto illecito o immorale, consiste nel sviluppare un software talmente pieno di bug da essere inutilizzabile o da mettere nei guai chi lo esegue. Basta una riga sbagliata nella conf... e chissà dove finiscono i log! Oggi queste forme di resistenza non violenta ("sciopero bianco" l'avrebbero chiamato ai bei tempi), hanno anche il beneficio della plausible deniability: basta usare un "AI coding assistant". Giacomo