Beh..almeno rispetto alla questione brevetti, possiamo tranquillamente osservare che fu lungimirante Il giorno 11 giugno 2010 03.20, <giorgio.giunchi@cctld.it> ha scritto:
Un qualche passaggio giornalistico a proposito della proposta berlusconiana di modificare l' articolo 41 della Costituzione.
Se ci saranno indignate raccolte di firme, io ho perso la biro, per via di una faccenda del 13 Maggio 1947
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"Art. 41. L'iniziativa economica privata e' libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilita' sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla liberta', alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attivita' economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."
http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm
Corrisponde all' Art. 37 approvato appunto il 13 Maggio 1947 in Assemblea Costituente nel dibattito su due emendamenti di Luigi Einaudi.
Einaudi aveva proposto di *togliere* : "in contrasto con l'utilita' sociale o" perche' priva di significato preciso.
E aveva proposto di marcarlo, un significato preciso, di *aggiungere* : "La legge non e' strumento di formazione di monopoli economici; ed ove questi esistano li sottopone a pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta".
Uso' contro i monopoli argomenti rigorosi e parole drammatiche [e pure polemiche] per il rango, la sede, il merito : si stava decidendo la forma logica della legge suprema dello Stato, si stavano decidendo implicazioni e conseguenze.
Chi conosce la storia del nesso fra telecomunicazioni e monopolio in Italia [sino alla privatizzazione del monopolista - compreso lo assetto ultimo miglio che era stato finanziato in partecipazione sociale] non ha bisogno di aggiunte.
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A verbale la opposizione della Democrazia Cristiana, e a verbale il silenzio degli esponenti della sinistra : le proposte di Einaudi furono bocciate, come si convenne all' autore delle "Prediche inutili".
Fonti in http://cctld.it/sociologia/fonti/einaudi.html
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P.S. A verbale anche pure questo passaggio einaudiano a proposito dei brevetti.
"Purtroppo da noi la legge ha creato e sta creando monopoli.
Li crea quando stabilisce un sistema di brevetti così congegnato da non attribuire soltanto il dovuto premio agli inventori, ma da non consentire alla collettivita' di utilizzare per un periodo di tempo indefinito e troppo lungo le invenzioni."
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Giorgio :::::::
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