On 04/02/2020, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Mon, Feb 03, 2020 09:41:10 AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Forse all'Università bisognerebbe offrire corsi (obbligatori) di etica pratica.
Di sicuro, i corsi obbligatori di etica pratica deve farli prima di tutto chi decide e scrive le regole, non certo progettisti e programmatori:
http://stop.zona-m.net/2019/08/no-its-not-maths-and-tech-specialists-who-nee...
Bel pezzo. Dubito però che un giuramento "sociale" sia applicabile a manager e imprenditori in un sistema progettato per massimizzare la concentrazione del potere/profitto. Vi sarebbe una contraddizione diretta fra la spinta sistemica (globale) e quella etica individuale. Pensa ad esempio alla cosiddetta "proprietà intellettuale": danneggia la società tutta rallentando l'elaborazione collettiva di una certa informazione solo per garantire profitti ricorrenti a poche persone. L'imprenditore che volesse essere fedele a tale giuramento dovrebbe innovare veramente, innovare il proprio business model. Giacomo