Per esempio, è solo dopo che Tim Wu ha introdotto il termine Network Neutrality, che si è capito dell’esistenza di un diritto e di conseguenza della necessità di norme per proteggerlo.
E non è stato nemmeno facile formulare una definizione condivisa.
Prima di avere il linguaggio per parlarne, alcuni davano per scontato che non si potesse fare discriminazione sul traffico e altri che fosse loro permesso farlo.
Ad esempio il concetto di Internet freedom è troppo vago.
Nel recente seminario di Digital Humanism, Sunimal Mendis (Tilburg University) ha illustrato le proposte europee DSA e DMA, confrontandole con le sue.
Alla domanda che abbiamo posto io e Moshe Vardi, su come queste norme avrebbero trattato la messa al bando di Trump da Twitter e Facebook, la risposta è stata: “The definition of illegal is clear”.
Dimostrando che un giurista si pone solo la questione di definire le norme, ma non della loro applicabilità.
La definizione sarà anche chiara, ma la sua interpretazione a chi è affidata? Alle stesse piattaforme o a un giudice terzo?
Mi piace invece quando introduce il concetto di Digital Public Sphere, che comprende le "online social media platforms, such as Facebook, YouTube and TikTok",
"which, although subject to private ownership, constitute a digital infrastructural resource that is open to members of the public."
Temo quindi che non andremo lontano continuando a usare vecchi concerti di monopolio, libera concorrenza, come nella proposta dei Dem.
Nel caso delle piattaforme, potremmo considerare termini come:
Platform Independence: diritto di poter operare nello stesso modo su piattaforme diverse (come SMTP mi consente di scambiare posta e leggerla col software di mia scelta)
Data Portability: la possibilità di trasferire i propri dati da una piattaforma all’altra
Attention Freedom: libertà di poter spostare liberamente la propria attenzione senza essere catturati da meccanismi di engagment viziosi
Cetero autem censeo “advertising supported free platforms" delendas esse.
— Beppe
PS. L’articolo termina con:
“If you aren’t paying attention, you should.”
Appunto, la nostra attenzione viene catturata e concentrata su altro.