Scusate se torno sulla questione, nella speranza che qualcuno mi aiuti a capirne il senso. Il testo completo è qui: http://www.senato.it/ultresaula/allegati/File_1/1.9000.pdf Il comma 279, a cui il 282 riferisce, recita: 279. Al fine di garantire l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi informatici e di connettività, fermi restando gli obblighi di acquisizione centralizzata previsti per i beni e servizi dalla normativa vigente, le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della PA, [omissis], provvedono ai propri approvvigionamenti esclusivamente tramite Consip SpA i soggetti aggregatori, ivi compresi le centrali di committenza regionali, per i beni e servizi disponibili presso gli stessi soggetti. Attenzione al finale: "per i beni e servizi disponibili presso gli stessi soggetti” Lo interpreto quindi valere “per tutti i beni e servizi” e di conseguenza la motivazione iniziale: “Al fine di garantire l’ottimizzazione … degli acquisti di beni e servizi informatici” è pleonastica o irrilevante. Del resto così ha anche più senso, se si pensa di risparmiare con gli acquisti tramite Consip, andrebbe fatto per tutto, non solo l’informatica. Quindi qualunque cosa sia presente in Consip, va acquistata lì, qualunque sia la natura del bene. Però i commi successivi introducono un ruolo dell’AgID, che non dovrebbe entrarci sugli acquisti che non sono di ITC. Allora "per i beni e servizi disponibili presso gli stessi soggetti” va inteso "per i beni e servizi *informatici e di connettività* disponibili presso gli stessi soggetti”. Per esemplificare possibili conseguenze deleterie, considerate questo caso. All’Università noi svolgiamo un corso di Sviluppo di applicazioni mobili, che prevede esercitazioni usando degli smart phone, utilizzando tutte le piattaforme (iOS, Android, Windows Mobile). Non potremo più farlo perché su Consip non sono disponibili gli iPhone ma solo alcuni modelli di smart phone di vecchia generazione. Si potrebbe argomentare che se l’iPhone non è presente in Consip, uno è autorizzato a comprarlo altrove. No, perché il comma 283 richiede un’autorizzazione del CdA e una comunicazione all’Agid: 283. Le amministrazioni e le società di cui al comma 279 possono procedere ad approvvigionamenti al di fuori delle modalità di cui ai commi 279 e 281 esclusivamente a seguito di apposita autorizzazione motivata dell’organo di vertice amministrativo, qualora il bene o il servizio non sia disponibile o idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno dell’amministrazione o ovvero in casi di necessità ed urgenza comunque funzionali a garantire la continuità della gestione amministrativa. Gli approvvigionamenti effettuati ai sensi del presente comma sono comunicati all’Autorità nazionale anticorruzione e all’agis. E la botta finale del comma 284 fa sì che non si troverà nessun amministrativo disposto ad assumersi la responsabilità: 284. La mancata osservanza delle disposizioni dei commedia 279 a 283 rileva ai fini della responsabilità disciplinare e di danno erariale. BTW, togliete a Renzi l’iPhone e a tutti i parlamentari l'iPad perché non sono in Consip. — Beppe
On 21 nov 2015, at 13:49, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
On 21 nov 2015, at 12:24, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> wrote:
l'algoritmo dovrebbe essere il seguente: si prendono le spese ict del triennio 2013-2015 (quindi passate, quelle non costituiscono investimenti in innovazione [nel senso che sono spese acquisite]), si tolgono quelle di tlc (poco piu' della meta'), si prendono i costi di gestione (un terzo circa). questo importo deve diventare un risparmio di spesa annuale dell'amministrazione (quindi anche di altri centro di costo), con interventi prioritari di innovazione tecnologica.
Interpretazione interessante, che però non mi torna con quanto dice il testo.
Intanto vorrei capire se c’è una virgola dopo “connettività":
“50% della spesa annuale media per la gestione corrente del solo settore informatico, relativa al triennio 2013-2015, al netto dei canoni per servizi di connettività effettuata tramite Consip SpA”
ossia se “effettuata" si riferisce alla connettività o alla spesa, come sarebbe ragionevole. In questo caso, i tagli non toccano spese fatte al di fuori di Consip. Viceversa, i tagli riguarderebbero tutta l’informatica eccetto la connettività di Consip.
Poi:
1. gli apparati informatici si ammortizzano in 3 anni, quindi dopo 3 anni andrebbero sostituiti: se ne potrà sostituire soltanto la metà o si andrà avanti senza aggiornare software e SO 2. le spese di connettività (non di tlc in generale, la telefonia non è considerata) vengono sottratte (forse solo quelle via Consip) 3. di costi di gestione il testo non parla
Comunque la risposta non risponde al mio dubbio: ciò che eventualmente si risparmia va investito in innovazione. Intento condivisibile. Ma questa innovazione non può includere spese informatiche, per quanto detto sopra. Qualcuno mi spieghi come si può fare innovazione oggi senza informatica.
È una versione del classico Comma 22.
Comunque sia una riduzione del 50% delle spese informatiche in un paese che è al quart'ultimo posto in Europa in termini di informatizzazione, mi pare assurdo.
Bisognava essere più chiari e incisivi sul fatto che si deve spendere meglio. Lo si fa introducendo degli indicatori misurabili sull’efficienza, la qualità e l’estensione dei servizi, come proponevo 15 anni fa nella mia proposta sui Parametri Internet per l’Italia. Il risultato va misurato in termini di obiettivi non in termini di risparmio di spesa. Se le aziende che fanno innovazione a cui Renzi vorrebbe ispirarsi, si ponessero solo obiettivi di risparmio, sai dove finirebbe la loro innovazione? Ecco il caso di Amazon:
https://medium.com/@girlziplocked/why-amazon-isn-t-a-fucking-idiot-and-runs-... <https://medium.com/@girlziplocked/why-amazon-isn-t-a-fucking-idiot-and-runs-...>
Ho l’impressione di trovarmi di fronte ai soliti dettami di austerity e riduzione del debito che ormai sono stati riconosciuti sbagliati da gran parte degli economisti. Il funzionario estensore dell’articolo 29 evidentemente non si è aggiornato: mandatelo intanto a scuola a imparare a scrivere. E fategli leggere il libro di Mazzucato: “Lo Stato Innovatore”.
— Beppe
poteva essere scritto meglio ? certamente si. bisogna ricordare da quale testo si partiva per emendare..
ciao, s.
On 21/11/2015 11:00, Giuseppe Attardi wrote:
Non vi pare che questa formulazione dei tagli all'informatica nella PA implicitamente dica che le spese informatiche non costituiscono investimenti in innovazione tecnologica?
282. La procedura di cui ai commi 279 e 281 ha un obiettivo di risparmio di spesa annuale, da raggiungere alla fine del triennio 2016-2018, pari al 50% della spesa annuale media per la gestione corrente del solo settore informatico, relativa al triennio 2013-2015, al netto dei canoni per servizi di connettività effettuata tramite Consip SpA o i soggetti aggregatori documentata nel Piano Triennale di cui al comma 280. Sono escluse dal predetto obiettivo di risparmio le società [omissis], la Consip SpA per le prestazioni e i servizi erogati dalle stesse società, [omissis]. I risparmi derivanti dall’attuazione del presente articolo sono utilizzati dalle medesime amministrazioni prioritariamente per investimenti in materia di innovazione tecnologica.
Sorvolo sull’italiano zoppicante: immagino che "tramite Consip SpA i soggetti aggregatori” intenda "tramite Consip SpA o i soggetti aggregatori”, “ivi compresi le centrali” sia “ivi comprese le centrali”.
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