Aggiungo che sul portare il dibattito ad un pubblico non specialistico ci aveva pensato gia' Internazionale con l'articolo di copertina

Professori senza frontiere

http://www.internazionale.it/sommario/965/

Segnalo anche questo webinar recentisso organizzato da SIEL http://youtu.be/Y2zmicT1ynA

Sul tema "l'universita' non e' solo la lezione frontale" sono molto daccordo e per questo penso che in gran parte MOOC siano pensati per apprendimento permanente per offrire possibilita' di aggiornamento e crescita professionale. Non  trovo i dati ma al corso di Gamification organizzato da Coursera a settembre che ha avuto più di 80 mila iscritti (e un tasso di completamento con certificazione abbastanza alto circa il 10%) mi pareva che la maggior parte degli iscritti fosse laureato e sulla trentina ( e' stato fatta una survey ad inizio corso) e per esempio la valutazione li veniva fatta anche fra pari (ognuno correggeva un certo numero di altri compiti).

Il tema MOOC si presta a sperimentazioni molto diverse, sul piano tecnologico, sociologico e didattico e saranno anche strumenti di marketing potenti.
Al di la di iniziativa poco facilmente esportabili in Europa per mancanza di capitali come Coursera o Udacity, e' davvero un peccato che le Universita' italiane e anche europee, non colgano questa sfida per organizzarsi e offrire corsi internazioli ad una platea vastissima e interessata
(un pezzo di ragionamento qui http://www.youlaurea.it/p/contenuti-open-acces-e-qualita-dellinformazione-online/632)

saluti Eleonroa


Il 03/12/2012 16.25, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Ciao Marco,

grazie del feedback, ci speravo :)

Sono però in disaccordo con te su diversi punti.

1. Innanzi tutto, di persone, anche straordinariamente potenti e influenti
che dicono da anni che l'università sta - a causa di Internet - per
scomparire ce ne sono parecchie. Un nome su tutti: Bill Gates, che
con la sua fondazione (la più ricca del pianeta) sta
facendo politica dell'istruzione negli USA e non solo.
Naturalmente quello che lui presenta come una
sorta di inevitabilità storica è invece un preciso programma
politico/imprenditoriale, che per quello che mi riguarda
si può e si deve contrastare, perchè di alternative ce ne sono molte.
Bleffa anche lui? Non credo.

2. Continui a scrivere "università", quando in realtà parli
di "didattica", ovvero, eguagli il tutto alla parte. La funzione
didattica è cruciale, ma come scrivo nell'articolo non è l'unica
funzione dell'università. Se ci concentriamo sulla "didattica"
concordo in pieno con te che c'è uno spazio molto interessante
da esplorare: siamo davvero solo all'inizio!

3. L'università è certamente in crisi.
Però lo è nello stesso senso in cui sono in crisi anche
la democrazia, il mercato, la politica....ovvero tutte le istituzioni cardine
di questa nostre società pluraliste dove il principio di autorità è
sostanzialmente scomparso.

4. Sull'utilità o meno: i tecno-entusiasti appaiono da mesi e con grande
frequenza sul New York Times, Economist e principali siti web di informazione:
ritieni che i lettori de La Stampa siano così poco informati da
non meritarsi l'argomento? Io non credo, e così ovviamente anche
La Stampa. Grazie comunque del feedback.

Grazie ancora, ciao,
juan carlos



On 3/12/12 10:08 AM, Marco De Rossi wrote:
Nessuna persona di senno pensa davvero che Khan Academy "manderà in crisi, e forse addirittura in soffitta" l'Università perché:
- L'Università è già in crisi di suo, a prescindere dall'esistenza dei Mooc.
- È chiaro a tutti che entro dieci anni si arriverà a una sinergia ottimale, per ogni corso/prodotto_formativo/pacchetto, tra fruizione online e in sede. Vivranno insieme, ognuna delle due per ciò che fa meglio. E i business model dietro si evolveranno di conseguenza (radicalmente).

Si tratta solo di capire cosa sarà online, e cosa in sede. E di sperimentare nuovi format (vedi ImparaDigitale) per entrambe le fruizioni.

That's all.

E non credo sia particolarmente utile portare presso il grande pubblico (LaStampa) questo dibattito nostro da addetti ai lavori sui tecno-entusiasti (dibattito che ci portiamo dietro tra due anni).

Chi dice che la formazione online "manderà in soffitta" al 100% quella in sede sta bleffando: non lo pensa neppure lui.



2012/12/3 Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it>
3.12.2012

Università, la rivoluzione non è online

JUAN CARLOS DE MARTIN

Internet, dopo aver trasformato molti altri settori, è forse sul punto di rivoluzionare l’università? I «Corsi massivi online», i cosiddetti Mooc, offerti via Rete a un numero potenzialmente enorme di studenti, avranno per l’università il ruolo dirompente che i file Mp3 hanno avuto per l’industria musicale? Iniziative che offrono corsi online come Udacity, Coursera o Khan Academy manderanno in crisi, e forse addirittura in soffitta, un’istituzione che risale al Medioevo, una delle istituzioni cardine della modernità? 

[...]

Continua qui: http://www.lastampa.it/2012/12/03/tecnologia/universita-la-rivoluzione-non-e-online-6DB4aRRDFFaWRYTuLQLJ5L/pagina.html

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