Ciao Marco,
grazie del feedback, ci speravo :)
Sono però in disaccordo con te su diversi punti.
1. Innanzi tutto, di persone, anche straordinariamente potenti e influenti
che dicono da anni che l'università sta - a causa di Internet - per
scomparire ce ne sono parecchie. Un nome su tutti: Bill Gates, che
con la sua fondazione (la più ricca del pianeta) sta
facendo politica dell'istruzione negli USA e non solo.
Naturalmente quello che lui presenta come una
sorta di inevitabilità storica è invece un preciso programma
politico/imprenditoriale, che per quello che mi riguarda
si può e si deve contrastare, perchè di alternative ce ne sono molte.
Bleffa anche lui? Non credo.
2. Continui a scrivere "università", quando in realtà parli
di "didattica", ovvero, eguagli il tutto alla parte. La funzione
didattica è cruciale, ma come scrivo nell'articolo non è l'unica
funzione dell'università. Se ci concentriamo sulla "didattica"
concordo in pieno con te che c'è uno spazio molto interessante
da esplorare: siamo davvero solo all'inizio!
3. L'università è certamente in crisi.
Però lo è nello stesso senso in cui sono in crisi anche
la democrazia, il mercato, la politica....ovvero tutte le istituzioni cardine
di questa nostre società pluraliste dove il principio di autorità è
sostanzialmente scomparso.
4. Sull'utilità o meno: i tecno-entusiasti appaiono da mesi e con grande
frequenza sul New York Times, Economist e principali siti web di informazione:
ritieni che i lettori de La Stampa siano così poco informati da
non meritarsi l'argomento? Io non credo, e così ovviamente anche
La Stampa. Grazie comunque del feedback.
Grazie ancora, ciao,
juan carlos
On 3/12/12 10:08 AM, Marco De Rossi wrote:
Nessuna persona di senno pensa davvero che Khan Academy "manderà in crisi, e forse addirittura in soffitta" l'Università perché:- L'Università è già in crisi di suo, a prescindere dall'esistenza dei Mooc.- È chiaro a tutti che entro dieci anni si arriverà a una sinergia ottimale, per ogni corso/prodotto_formativo/pacchetto, tra fruizione online e in sede. Vivranno insieme, ognuna delle due per ciò che fa meglio. E i business model dietro si evolveranno di conseguenza (radicalmente).
Si tratta solo di capire cosa sarà online, e cosa in sede. E di sperimentare nuovi format (vedi ImparaDigitale) per entrambe le fruizioni.
That's all.
E non credo sia particolarmente utile portare presso il grande pubblico (LaStampa) questo dibattito nostro da addetti ai lavori sui tecno-entusiasti (dibattito che ci portiamo dietro tra due anni).
Chi dice che la formazione online "manderà in soffitta" al 100% quella in sede sta bleffando: non lo pensa neppure lui.
2012/12/3 Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it>
3.12.2012
Università, la rivoluzione non è online
JUAN CARLOS DE MARTIN
Internet, dopo aver trasformato molti altri settori, è forse sul punto di rivoluzionare l’università? I «Corsi massivi online», i cosiddetti Mooc, offerti via Rete a un numero potenzialmente enorme di studenti, avranno per l’università il ruolo dirompente che i file Mp3 hanno avuto per l’industria musicale? Iniziative che offrono corsi online come Udacity, Coursera o Khan Academy manderanno in crisi, e forse addirittura in soffitta, un’istituzione che risale al Medioevo, una delle istituzioni cardine della modernità?
[...]
Continua qui: http://www.lastampa.it/2012/12/03/tecnologia/universita-la-rivoluzione-non-e-online-6DB4aRRDFFaWRYTuLQLJ5L/pagina.html
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Marco De Rossi
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