Caro Prof. Attardi,

    si puo' certamente scegliere di andare in guerra armati di forconi di legno e, magari, qualche sasso... Se il nemico, pero', nel frattempo [mentre noi eravamo nelle caverne] si è armato di scudi, archi, frecce, palle incendiarie.... e qualcuno, addirittura, gli ha pure "regalato" fucili e cannoni.... non ci si puo' stupire di soccombere all'inizio della prima battaglia.

    Non entro nel merito della notizia (che, tra l'altro, è "vecchia" [1] ed impatta diversi altri Atenei, ovviamente [2]). Mi limito pero' a sottolineare che:

Inoltre, non va sottovalutato il principio della cosiddetta "Responsabilita' Dirigenziale". Anche se sono ancora pochi i casi noti al grande pubblico, sono diversi i provvedimenti che vedono i dirigenti "colpevoli" di azioni che hanno comportato un danno erariale e, pertanto, impongono loro il risarcimento del danno. Su una scala molto diversa ed in un ambito molto diverso... è interessante, ad esempio, questo provvedimento della Corte dei Conti dello scorso 22/12/2022 [8], a sfavore di una partecipata pubblica (della mia citta'), che a pagina 11 segnala cosa sia necessario fare rispetto a delle Polizze Assicurative che la societa' aveva accesso a favore di alcuni funzionari. Si legge: "Si ribadisce che le citate polizze vanno revocate e la società deve recuperare presso il beneficiario le quote già versate".

...e tutto cio', senza neanche scomodare i livelli piu' "politici" (a partire dal Rettore, in su) i quali dovrebbero promuovere certe scelte sulla base di criteri che qui, fra i Nexiani, sono palesi... ma altrove, no.

Sicuramente dimentico qualcosa... Chiudo, pero', segnalando che "le chiacchiere, le porta via il vento". Qualunque cosa si faccia, quindi, serve... come minimo, una PEC: lei non ha idea di quale impatto comporti una PEC ben argomentata spedita ai recapiti giusti...

Tutto cio' premesso.... la invito a riconsiderare tutta la sua vicenda e valutare se/come andare in battaglia... alla luce di tutte queste belle armi che il nostro ordinamento le mette a disposizione.

Insomma: non è che... "Certe cose è meglio non dirle". È semplicemente che... vanno dette nei modi opportuni, nelle sedi opportune ed ai referenti corretti.

Un caro saluto,
DV

[1] https://support.google.com/a/answer/10431555?hl=it
[2] non posso fornire dettagli, ma sono _DIVERSI_ gli Atenei che se ne stanno occupando, gia' da fine 2022 (un esempio pubblico, è qui: https://t.me/eticadigitalegruppo/59726 ). Interessante il fatto che la "deadline" è diversa per tutti, in quanto è funzione della data di scadenza delle sottoscrizioni precedentemente attive. In alcuni, in particolare, il provvedimento NON è ancora "attivo"
[3] https://www.unipi.it/index.php/organi-dell-ateneo/itemlist/category/202-collegio-dei-revisori
[4] https://www.unipi.it/index.php/amministrazione/itemlist/category/1997-staff-unita-trasparenza-anticorruzione
[5] https://indicepa.gov.it/ipa-portale/consultazione/responsabile-transizione-digitale/ricerca-responsabile-transizione-digitale/scheda-unita-organizzativa/SLYHDA
[6] http://www.normattiva.it/eli/id/2005/05/16/005G0104/CONSOLIDATED/20230130
[7] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/difensore-civico-il-digitale
[8] https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=d63fab57-3fab-45d2-af68-671054280aca

 
Il 30/01/23 16:04, Giuseppe Attardi ha scritto:
On 30 Jan 2023, at 15:08, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
….

- ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che 
hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis;
….

Qualche settimana fa un funzionario di Google si è fatto vivo per spiegare che il servizio Google Workplace (ex GSuite for Education), che prevedeva spazio disco illimitato gratis, utilizzo di GMail, Classroom e Meet, non lo è più e l’Università di Pisa deve rientrare sotto il limite di 450GB totali o pagare un abbonamento commisurato al numero di utenti.
450GB di spazio disco ridondato, più qualche server sarebbero ammortizzabili in 3 anni a meno di €10.000/anno e anche includendo lo stipendio di 3 tecnici per tenere in piedi il servizio costerebbero molto meno dell’abbonamento richiesto da Google.
Se invece a farsi i servizi ciascuna università per conto proprio, fosse un’associazione di tutte 80, il costo sarebbe ancora inferiore e il servizio più affidabile.

Ma la cosa più stupefacente è che, subito dopo aver riportato quanto sopra nella mailing list del dipartimento in cui si chiedeva il parere dei colleghi, sono stato eliminato dalla lista dal direttore in persona.
Certe cose è meglio non dirle.

— Beppe

Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"?

Bye,
DV


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