Ciao Monica, assolutamente in linea con il tuo ragionamento. Penso sia però preoccupante l'efficacia reale di queste misure viste le grandi doti dello strumento in questione, nonchè quel principio di "correttezza" dell'art. 5 del GDPR rimasto ancora solo sulla carta. Rivenderanno le analisi prodotte sulla base di questi dati o saranno solo utilizzate a meri fini scientifici? Ne beneficeremo davvero noi singoli cittadini? Un abbraccio a te, Stefano Il giorno 5 dicembre 2017 17:39, avv. Monica A. Senor < senor@penalistiassociati.it> ha scritto:
Caro Stefano,
credo che l’autorizzazione del Garante prevista dal novello art.110 bis D. Lgs. 196/03 sia precipuamente finalizzata a tutelare gli interessati dai rischi che tu paventi: in tal modo le “adeguate garanzie per i diritti e le libertà dell’interessato” di cui all’art.89 GDPR non vengono lasciate all’interpretazione del titolare ma riservate all’occhio vigile dell’Autorità di Controllo (in un’attività di intervento preventivo che, se non erro, nel GDPR è ormai relegato al solo art.36 in tema di DPIA)
A ciò si aggiunge il fatto che la norma in questione prevede che il trattamento a fini scientifici venga effettuato rispettando i principi di minimizzazione e anonimizzazione, laddove l’art.89 prescrive, di regola, minimizzazione e pseudonimizzazione e, solo in deroga, l’anonimizzazione.
Concordi?
Un abbraccio,
Monica
*Da:* nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] *Per conto di *Stefano Leucci *Inviato:* martedì 5 dicembre 2017 17:14 *A:* NEXA_lista *Oggetto:* Re: [nexa] R: Repubblica: "Dati sanitari alle multinazionali, senza consenso: passa la norma in Italia"
Lucidissimo punto di vista.
Mi interessa molto il rischio di "function creep" o di "repurposing". In altre parole, delle tentazioni nelle mani di chi gestisce quei dati.
A lor favore, ad Abilitando (http://abilitando.it/2017/) sono emersi gli infiniti benefici dell'analisi massiva di questi dati tramite Watson Health. E chiaramente la norma apre (già in linea con GDPR) ad IBM come a tanti altri concorrenti.
Speriamo comunque che il Garante mantenga il suo occhio (sempre più) attento su questi soggetti.
Il giorno 5 dicembre 2017 16:48, avv. Monica A. Senor < senor@penalistiassociati.it> ha scritto:
IMHO è un'anticipazione di quanto previsto dagli artt.5, 1° co., lett.b), 9, 2° co. lett.j) e 89 GDPR. Cosa mi sfugge? Lo chiedo senza alcuna vena polemica, davvero solo per capire.
Un caro saluto a tutti, Monica
-----Messaggio originale----- Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Ciurcina Inviato: martedì 5 dicembre 2017 16:29 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Repubblica: "Dati sanitari alle multinazionali, senza consenso: passa la norma in Italia"
Da portare alla Corte Costituzionale. m.c.
In data martedì 5 dicembre 2017 16:04:35 CET, J.C. DE MARTIN ha scritto:
*Dati sanitari alle multinazionali, senza consenso: passa la norma in Italia** * /Compare a sorpresa nella legge europea 2017, pubblicata il 28 novembre in Gazzetta Ufficiale, la possibilità di usare i dati personali degli italiani, senza consenso, a scopo di ricerca scientifica. In ballo ci sono grossi interessi delle multinazionali tecnologiche, come risulta dal recente accordo tra il Governo e Ibm// / di ALESSANDRO LONGO
[…]
Continua qui: http://www.repubblica.it/economia/2017/12/05/news/dati_sanitari_alle_m ultina zionali_senza_consenso_passa_la_norma-183005262/
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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