da oggi disponiamo di dati attendibili sulla figura del rider a Milano. Grazie alla collaborazione fra il Comune di Milano e il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell'Università Statale è stata effettuata la prima ricerca sul campo, di natura indipendente, con interviste dirette a un campione significativo dei circa 3mila fattorini delle piattaforme per la consegna del cibo a domicilio.
Giovane under 25, migrante, con una scarsa conoscenza della lingua italiana. E' questo l'identikit del rider che emerge dai dati presentati ieri. Un quadro molto più complesso di quello descritto dalle informazioni ufficiali delle piattaforme: non si tratta di lavoretti saltuari, ma, in netta prevalenza, di un lavoro vero e proprio, spesso unica fonte di reddito.
Offriamo
questi risultati al
dibattito pubblico, locale e nazionale, con l'intento di favorire il confronto tra le piattaforme e le organizzazioni sindacali per individuare forme opportune di contrattualizzazione, tutela assicurativa, sicurezza stradale e dei lavoratori.
Per questo, in attesa di conoscere le decisioni del Governo in merito a una possibile legge di inquadramento nazionale del lavoro di piattaforma, abbiamo ripreso il confronto all'interno di un tavolo con le diverse parti in causa, per costruire un percorso condiviso a livello locale di miglioramento delle condizioni dei rider.
Un caro saluto
Cristina Tajani