Aggiungo un contributo: secondo me, il fatto stesso che in lista Nexa discutiamo del problema del registro elettronico delle scuole, ha qualcosa di strano e un po' inquietante (perché ci sono problemi più importanti in questo momento, come sappiamo).C'era una volta il registro di carta che funzionava, uguale per tutti, ecc.L'abbiamo portato in digitale, era necessario per lo spirito del tempo. Bene.Potevamo farne uno uguale per tutti che funzionasse correttamente, non facesse perdere tempo agli insegnanti (tutte le volte che un insegnante cambia scuola, ha un registro diverso), ai dirigenti (l'acquisto e la gestione del fornitore del registro elettronico moltiplicata per tutti i dirigenti), studenti, genitori (che controllano ansiosi), eccPer quanto riguarda il liberismo, per favore basta grazie: non ci sta portando nella direzione migliore possibile...Le aziende che si sono messe a fare registri elettronici alcuni anni fa se ne faranno una ragione e si metteranno a fare qualcosa di più utile. C'è molto bisogno di cose utili.Una cosa divertente dei registri elettronici diversi sono gli studenti che cercano di hackerarli (avevo assistito ad un bel dialogo tra studenti che ci provavano seriamente).AndreaOn Fri, Mar 14, 2025 at 11:00 AM Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:Grazie Giorgio, per far sì che i dati sensibili siano gestiti adeguatamente esiste il GDPR e l'Autorità, non penso sia necessario farli gestire a un soggetto pubblico.
Come dici tu, basta rispettare questi requisiti.
Come ho scritto nella mia altra mail di commento a quella di Juan Carlos, il punto è come gestire la situazione attuale.
Ciao, Enrico
Il 14/03/2025 09:30, Giorgio ha scritto:
Caro Enrico,la questione è semplice: i dati della formazione di tutti gli studenti credosiano dati sensibili. Al pari dei dati sanitari.Come sai non sono un patito delle soluzioni “pubbliche” madirei che questi dati meritano di essere trattati con cautela e fortigaranzie: di privacy, di continuità, di interoperabilità, di non commerciabilità…Qualsiasi soluzione che rispetti questi requisiti, per me andrebbe bene.Di sicuro questa situazione non rispetta alcuno di questi punti.Un abbraccioGiorgio
Inviato da iPhone
Il giorno 14 mar 2025, alle ore 08:30, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> ha scritto:
Premetto che ritengo assolutamente condivisibile e sacrosanto che ci debbano essere delle linee guida nazionali per evitare la corruzione commerciale di una funzione di pubblica utilità.
Quindi, sì a una normativa che impedisca di usare un canale di comunicazione di dati importanti per vendere servizi commerciali.
Però non capisco davvero perché il registro elettronico di una scuola dovrebbe essere unico in tutta Italia e il sito web della stessa scuola invece no.
Certo, il registro elettronico potrebbe essere realizzato a livello centrale, uguale per tutte le scuole, o potrebbe essere realizzato da fornitori diversi, come è attualmente. Ma - se ci sono delle linee guida rigorose come quelle descritte nella petizione - non riesco a vedere motivi stringenti per scegliere l'una o l'altra soluzione.
Chi mi fornisce degli elementi sostanziali per capire?
La petizione cita i seguenti:
1. risparmio economico, ma non fornisce stime precise del costo di gestione di un sistema centralizzato con tutti quelle utenze.
2. assenza di contenuti inappropriati: bastano delle linee guida, non serve un registro unico
3. sicurezza nella gestione dei dati: certo è un problema, ma a me sembra un problema molto più grave che i dati di studenti e docenti siano nelle mani delle big tech. Forse intervenire su questo è più importante.
4. semplificazione della vita delle famiglie: mi pare si applichi anche al sito web della scuola che è l'altro canale di comunicazione standard: come chiedevo prima perché uno deve essere unico e l'altro no?
Concludo dicendo che, se fosse per me, il registro elettronico lo abolirei per tornare a far scrivere i compiti ai ragazzi sul diario.
Infatti, il punto che secondo me nella petizione è quello più importante da un punto di vista sociale è l'ultimo: la necessità di una riflessione collettiva sulla reale necessità di uno strumento di questo genere che determina comportamenti non proprio sempre positivi.Ciao, Enrico
Il 14/03/2025 07:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
ciao,
jc
On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli altri, senza aiuti di stato.
ce ne sono un certo numero open source
https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
valgono art. 68 e art. 69 del CAD
se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
ciao, s.
On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della molteplicità dei fornitori.
Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
Un caro saluto a tutti
Giorgio
Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
--
Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
Perché questa petizione è importante
Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
<https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/ registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/? ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
* Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
* Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
la funzione
* Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
esclusivamente in mano pubblica
* *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
strumenti anche molto diversi
* Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
Nazionali sulla valutazione.
In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
Giovanna Garrone, genitore
Federica Patti, genitore e insegnante
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Prof. Ing. Giorgio Ventre
Scientific Director, Apple Developer Academy
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
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80125, Napoli, Italy
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E-mail:giorgio@unina.it
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https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
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tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
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online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
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