Non sono per niente d'accordo. L'articolo di Riccardo era ampio, preciso e informativo.
A leggerlo tutto c'è un concetto di fondo: le tecnologie possono essere usate per fare del bene oppure per fare del male.
Inoltre la funzione del giornalista è quella di raccontare e Riccardo l'ha fatto non avendo nè intenzione di scrivere un trattato di crittografia ad uso di qualche centinaio di persone in italia, nè di scrivere un libro per ovvi motivi di spazio e leggibilità.
Il titolo non era forse il massimo, ma se uno non è cretino legge nell'articolo che "la faccia cattiva del web" non è né Tor nè la darknet/darkweb, ma siti come SilkRoad e simili (e sono tanti) ed è giusto che la gente (3 milioni di utenti medi giornalieri x Repubblica) lo sappia. Inoltre a Tor e alla crittografia sono stati dati i giusti crediti sia come progetto che come uso "libertario".
Il resto è riflesso condizionato ideologico come facevamo noi un tempo dicendo che su Internet tutto è buono. Ma non lo è. E con questa cosa ci dobbiamo fare pace.
siyah!
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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore
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