Segnalo questo splendido articolo di Vladimiro Zagrebelsky
oggi su La Stampa.
juan carlos
Le nomine Agcom e il primato del pluralismo
Vladimiro Zagrebelsky
Sarebbe bene sostituire la misteriosa sigla della Agcom con il suo
nome vero, per ricordare la natura e la missione di quella Autorità
indipendente, che è istituita «per le garanzie nelle comunicazioni».
Essa svolgerà un ruolo decisivo nella assegnazione delle frequenze
per le trasmissioni televisive: un ruolo determinante per ciò che
vedremo, ascolteremo e sapremo nei prossimi anni. La gravità degli
attuali problemi economici, che monopolizzano le attenzioni e
preoccupazioni, spinge a vedere solo il profilo economico di
questioni che invece riguardano anche altre ed importanti esigenze.
E’ significativo che le critiche largamente portate alle recenti
nomine dei componenti della Autorità finiscano spesso con il
riflettersi solo sulle previsioni di comportamento di questo o quel
commissario nelle decisioni che hanno conseguenze economiche sui
vari operatori televisivi, attuali o potenziali.
Nessuno, specie di questi tempi, può sottovalutare la portata
economica delle decisioni da prendere. Ma essa non deve esaurire l’
attenzione di chi le prende, né la vigilanza della pubblica
opinione. In un suo intervento a «Otto e mezzo» de La7, l’altro
giorno il segretario del Pd ha menzionato la cacciata «politica» di
Santoro dalla Rai come un esempio di inettitudine «economica» da
parte di una impresa, che dovrebbe curare i suoi interessi.
Difficile nascondere lo stupore: non un cenno al profilo che
riguarda la qualità dell’informazione fornita dalla Rai,
responsabile del servizio pubblico. Come se, al contrario, non ci
fosse stato nulla da dire nel caso in cui il programma cancellato
non avesse avuto grande audience. Evidentemente l’unica logica è
ormai quella dei costi/ricavi economici.
La informazione, completa e pluralistica è un bene pubblico,
condizione fondamentale di una società idonea a far vivere il
sistema democratico.
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