Salve a tutti On Thu, 31 Mar 2022 19:16:07 +0200 maurizio lana wrote:
in Cina sono partiti con un programma pilota in una grande città.
Provo ad analizzare l'evoluzione che hai descritto da una prospettiva cibernetica. Ogni componente di un sistema cibernetico (o meglio, ogni membro ed ogni automatismo di una organizzazione cibernetica) è caratterizzato da - uno o più sensori - un controllore - uno o più attuatori Questo vale per la bussola come per il timoniere, per l'App Android come per il gatto di chi l'ha installata. In sperimentazioni come quelle di Bologna o di Shanghai viene introdotto nell'organizzazione cibernetica esistente (la società) un nuovo automatismo cui i membri dell'organizzazione lentamente si abituano. Ogni cittadino che installa liberamente l'App aggiunge un nuovo sensore all'automatismo, che in entrambe le sperimentazioni ha un controllore remoto "nel cloud" (o comunque su un server da qualche parte). Quali sono gli attuatori? In queste sperimentazioni, i vari premi. L'App trasforma il vivere civile in un gioco a punti, con tutte le conseguenze deleteree che una cosa del genere può portare (chi ha esperienza critica di comunità altamente gamificate come stack-overflow o reddit o instagram può capire cosa intendo). Tuttavia la sua portata è inizialmente limitata: anche se spiasse continuamente gli utenti, non disporrebbe di attuatori sufficientemente pericolosi per essi (escludendo temporaneamente problemi di natura prettamente informatica come data breach, privacy etc...) Nel momento in cui però si esce dalla sperimentazione locale e si passa all'applicazione globale e globale da parte di uno stato o di una multinazionale totalitari, cambiano contemporaneamente sensori ed attuatori. Google può spiarci tutti attraverso milioni di sensori sparsi in cellulari, browser, siti web, PA, aziende etc... i suoi attuatori sono gli Ads, le Applicazioni come Google Search o Google News che decidono cosa mostrarci e soprattutto cosa nasconderci etc... A margine di una conferenza cui avevamo partecipato entrambi, avevo discusso con Giuseppe Attardi se fosse meglio risolvere il problema AdTech: - vietando per legge l'invio di dati non strettamente necessari da un punto di vista tecnico per l'erogazione di un servizio da parte di un qualsiasi software (posizione mia) - vietando per legge la pubblicità targettizzata (posizione di Giuseppe) in termini cibernetici, io volevo regolamentare i sensori dei GAFAM, lui gli attuatori. Ma che succede se il controllore di un automatismo del genere diventa lo Stato? I sensori diventano molti di più, annichilendo qualsiasi speranza di riservatezza, ma soprattutto gli attuatori includono l'uso legittimo della violenza. Inoltre viene meno l'utilità di qualunque regolamentazione legale, di cui lo Stato stesso dovrebbe garantire l'applicazione. Il risultato più probabile è un sistema totalitario che può controllare ciascun cittadino 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e discriminare con qualsiasi scusa e su vasta scala chi dice la cosa sbagliata. Assumendo che l'assessore bolognese all'agenda digitale abbia una vaga idea di cosa sta facendo mentre invoca l'uso di Big Data per premiare i cittadini virtuosi, possiamo dire certamente che la sua analisi delle conseguenze è estremamente miope. Quando fra qualche anno, per interesse personale o politico rivendicherà la sperimentazione come un successo (sebbene sia altamete probabile che non se lo fili nessuno) porrà le basi per giustificare "una sperimentazione più ampia, di livello nazionale" al prossimo governo autoritario del Paese. L'unico modo per evitare che questo accada è fornire ai cittadini gli strumenti culturali per comprendere questa differenza di scala.
se uno volesse sottrarsi potrebbe farcela a «offuscarsi»?
Nessuno può salvarsi da solo. Per fortuna! ;-) Giacomo