Infatti...
la stessa questione (perchè un workshop chiuso e ad invito?) ci è stata posta quando abbiamo proposto l'iniziativa al Teatro Valle. Quindi ne abbiamo discusso approfonditamente nell'Assemblea del Tatro Valle.

La necessità del workshop chiuso e ad invito deriva da alcune condizioni peculiari:
- il carattere del workshop: workshop che aveva come obiettivo quello di affrontare il tema in tutti i suoi molteplici aspetti; di far dialogare partecipanti variegati usi a vedere il problema  da angolazioni specifiche. Occorreva quindi invitare un numero contenuto e bilanciato di esperti/attivisti , che avessero il tempo e la possibilità di esprimersi liberamente, di comprendere  e confrontare le differenti prospettive, a partendo da diversi retaggi culturali.
- la delicatezza dei tema trattati: alcuni partecipanti hanno richiesto di rimanere incogniti, o di poter esprimere liberamente in modo anonimo opinioni radicalmente differenti da quelle delle organizzazioni per le quali lavorano. Alcuni di loro hanno chiesto che fossero applicate le Catham House Rules. I partecipanti erano tutti conosciuti da almeno due membri del programme committee.

Si è deciso in assemblea di bilanciare i seminari chiusi con l' evento pubblico del secondo giorno, di diffondere e rendere pubblicho il rapporto finale (in via di elaborazione), di organizzare in futuro ulteriori eventi aperti e più specifici. Quali ad esempio seminari sulle forme giuridiche e organizzative per la gestione di beni comuni (in parte infrastrutture/asset , e in parte saperi), sulla falsariga delle elaborazioni fatte dal Teatro Valle per il loro caso.

Nonostante questo approccio (seminari chiusi +  eventi aperti), che ha garantito una più facile interazione, alcuni punti di vista e approcci sono rimasti distanti. Enorme la divergenza  fra un approccio di scuola cypherpunk con la fiducia in soluzioni principalmente tecnologiche, e l'approccio che considera indispensabile sviscerare i poteri esistenti e sviluppare le forme economiche/legali/giuridiche che permettessero di bilanciare questi poteri e governare eventuali alternative.

francesco

On 07/10/13 17:48, Alessandro Mantelero wrote:
Bella iniziativa, certo nell'ottica dei beni comuni sarebbe auspicabile creare iniziative maggiormente aperte a tutti e non ad invito.
Capisco la ricerca di competenze, ma certo i workshop chiusi (di cui non si conoscono a volte neppure ex ante i partecipanti) forse sono un modo di procedere un po' insolito per parlare di beni comuni e collettività.

A presto,
AM


On Sun, 06 Oct 2013 21:03:59 +0200
 Francesco Nachira <francesco.nachira@skynet.be> wrote:
Si è svolto a Roma al Teatro Valle il seminario di 3 giorni sul tema "Internet bene comune o cattura e sorveglianza dell'intelligenza collettiva?", seminario realizzato con il supporto del W3C e dell'ISOC ( ISOC HQ ha partecipato Lucy Lynch direttore del "Identity and Trust Initiative" ) e con il supporto del Teatro Valle (per la sua competenza, lavoro teorico ed esperienza concreta sul tema dei beni comuni) e organizzato da un comitato organizzatore multidisciplinare sparso per l'Europa (di cui 3 italiani, espatriati da lungo tempo).

Il seminario pubblico ha avuto sessioni di straordinario interesse, quali il dibattito fra Rodotà, Morozov e Zimmermann, o l'elaborazione di Maria rosaria Marella sulle istituzioni del comune applicate al Teatro Valle ma che potrebbero essere applicate alla gestione di eventuali applicazioni quali reti sociali alternative e ai dati raccolti con esse.

Iniziativa anomala per  la volontà di affrontare il tema in modo multidisciplinare, comprendendo gli aspetti tecnici, economici, giuridici e sociali. Per  il gruppo di lavoro (con partecipanti da Europa, Stati Uniti e America Latina), che ha messo in contatto e a confronto attivisti, docenti, intellettuali, hacker, portatori di culture e linguaggi diversi.

Un inizio di dibattito e di interazione, un inizio di scambio di competenze e di interazione, che ha insegnato molto a tutti i partecipanti che lo hanno definito straordinario e utilissimo. Ed è stata espresso il desiderio di continuare a lavorare insieme.


Vi segnalo l' ottimo articolo su la Stampa
http://www.lastampa.it/2013/10/06/tecnologia/il-futuro-della-rete-bene-comune-o-sorveglianza-collettiva-HCKQf0g2uPpBmWeoDe8wCK/pagina.html
  il video relativo
http://www.lastampa.it/2013/10/06/multimedia/tecnologia/a-roma-si-discute-del-futuro-della-rete-pvGTjNWBJdlKaGmdWNwSDI/pagina.html
Il Teatro Valle http://www.teatrovalleoccupato.it/ metterà fra qualche giorno i video delle 3 sessioni del dibattito pubblico.
Qui la presentazione dell'iniziativa e una introduzione http://www.liberosapere.org/iie-2013.pdf
Chi è interessato ad avere maggiori informazioni o a partecipare e ad essere coinvolto in future iniziative , mi scriva.

Francesco Nachira

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Avv. Alessandro Mantelero, PhD