La mia istintiva e atecnica considerazione era riferita al contributo del Prof. Sacco che amplia significativamente l’impatto dell’algoritmo, se ho ben compreso, oltre il mero adempimento burocratico lato utente, sino ad immaginare “leggi-software autoadempienti” … e che mi fa venire in mente la differenza tra bufalo e locomotiva descritta da DeGregori… La Tua proposta è altro, ed è (salva ogni valutazione attuativa) corretta. C. Da: Giuseppe Attardi [mailto:attardi@di.unipi.it] Inviato: lunedì 5 ottobre 2015 11:35 A: Blengino Cc: Francesco Sacco; Diego Giorio; Nexa Oggetto: Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo Non mi pare che qualcuno intenda tradurre in algoritmi la casistica dei “fatti della vita dei cittadini”. La mia proposta in particolare riguarda solo le procedure da svolgere da parte dei cittadini per compiere gli adempimenti richiesti dalle leggi. Come faceva notare Giorio, l’utilizzo di servizi telematici è già previsto nei casi in cui gli adempimenti consistono nella presentazione di atti o l’invio di comunicazioni. La novità sarebbe che al cittadino non vengono imposte operazioni ulteriori a quelle che si possono effettuare online. Faccio due esempi: TASI e IRPEF. Adesso il cittadino si deve procurare i dati catastali e poi eseguire calcoli che cambiano in base a tariffe diverse in ogni comune. Il cittadino dovrebbe poter semplicemente indicare il suo codice fiscale: le sue proprietà devono risultare all’amministrazione e gli viene predisposto il conteggio degli importi da versare. A lui spetta solo la verifica, per segnalare eventuali variazioni e poi l’autorizzazione all’addebito. BTW. riscotel.it offre un servizio del genere, ma non è integrato né con l’Agenzia delle Entrate né coi pagamenti. Si tratta comunque di una rivoluzione, perché impegna le amministrazioni a concepire i procedimenti in forma procedurale, a integrare le fonti di dati e a offrire i servizi per lo svolgimento delle procedure. — Attardi On 05 ott 2015, at 11:05, Blengino <blengino@penalistiassociati.it> wrote: Confesso un mio limite, credo culturale. Da 25 anni, come molti avvocati, tento quotidianamente di piegare i fatti della vita di singoli cittadini (sempre diversi, sempre ricchi di mille sfumature) nelle fattispecie, generali ed astratte, descritte dalle leggi, o per converso tento di piegare quella necessaria generalità ed astrattezza propria della norma, alla storia particolare del cliente, che è sempre, e dico sempre, una storia particolare. Il finale della utile riflessione del Suo pezzo (che mi ero perso e ringrazio davvero per la segnalazione) mi appare però come un incubo: forse è solo un’irrazionale uncanny valley verso l’algoritmo (per dirla alla Tufekci) ma pensare ad <<…un costo di controllo e di enforcement praticamente nullo perché ciò che non è possibile scegliere in un menu non può semplicemente esser fatto>> genera nella mia mente scenari distopici inquietanti. C. Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Francesco Sacco Inviato: sabato 3 ottobre 2015 17:46 A: Diego Giorio Cc: Nexa; Giuseppe Attardi Oggetto: Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo Il vero problema è che le basi dati della PA non interporranno praticamente per niente. Quindi, l’auspicio è giusto ma resterebbe lettera morta. Ci si sta pesantemente lavorando sottobraccio, ma capirete bene che è un’opera titanica. Vedo anche un altro problema: il paradigma legale che è la materia costitutiva della PA è cartaceo. Va cambiato. Avevo analizzato alcuni casi riconducibili analogicamente e fatto una proposta in questo senso su Sole 24 Ore Nova, che vi allego. L’idea centrale è semplice: una buona legge è descrittiva, definitiva o algoritmica: quindi è impresentabile via software. Ho convinto la Presidenza del Consiglio a fare una sperimentazione in ambito banda ultralarga. Vedremo...