E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili abbiamo letto qui su Nexa.
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
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stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA), supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro]) proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione dei software (attraverso tool di automazione open-source e ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel setup materiale.
Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto senso
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Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione al digitale col digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa, l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha il dovere civico di andare oltre la parola, di fare, accettando il rischio d'insuccesso.
Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a questo artefatto, e viceversa.
In concreto e rispettosamente:
* sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità anche per altro.
** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti consapevoli dei nostri limiti in confronto a
$500BN.
Cordialmente
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
Proprio così.
Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende complici).
Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico federato basato tutto su sw Open Source.
Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università.
Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere servizi digitali comuni gestiti in proprio.
Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà.
— Beppe
> On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
> From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com <mailto:vetere.guido@gmail.com>>
> To: abregni <abregni@iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>>
> Cc: Antonio <antonio@piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>, nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> riformiamo i social
> Message-ID:
> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com>>
> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
>
> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> (giuridicamente assurda)
>
> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare?
> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
>
> G.
>
>
>
> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>> wrote:
>>
>> Ciao.
>>
>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
>>
>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
>> della Sera;
>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
>> finita così, ...la democrazia).
>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
>>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
>>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
>>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
>>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
>>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
>>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
>>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
>>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
>>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
>>> mentale e delle nostre democrazie".
>>>
>>> A.
>>>
>>> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliardari-vogliono-rovesciare-la-democrazia-riformiamo-i-social-97dbc212-0601-40b0-8396-ac01a5f633b7.html
>>>
>>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
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End of nexa Digest, Vol 189, Issue 93
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