Ecco dunque le mie domande: quali condizioni hanno reso appettibili in passato gli sconvolgimenti sociali che hanno portato alla democrazia? E' possibile ricrearli in un contesto cibernetico secondo voi?
Non so rispondere alle tue domande ma vorrei aggiungere qualche riflessione In "Of the First Principles of Government" David Hume affermava che "la forza sta sempre dalla parte dei governati". In "Power Systems" Noam Chomsky, riprendendo Hume, aggiungeva: "Che si tratti di una società militare, una società parzialmente libera, o di Stato totalitario, sono i governati che detengono il potere. E i governanti devono industriarsi per impedire loro di usare quel potere. La forza ha i suoi limiti, quindi i governanti sono costretti a ricorrere alla persuasione. Devono trovare il modo per convincere il popolo ad accettare l’autorità. Se non ci riescono, l’intera struttura crolla." E Edward Bernays sapeva benissimo come funzionava la società quando asseriva che "Poiché la nostra democrazia ha la vocazione di tracciare la via, deve essere governata da una minoranza intelligente che sa come irreggimentare le masse per meglio guidarle. E lo strumento per raggiungere questo obiettivo è la propaganda" I "medium" della propaganda, dagli inizi del Novecento in poi, li conosciamo, cinema, radio, giornali, televisione ... internet. Con una differenza, e qui sono completamente d'accordo con te, i dati amplificano il potere della propaganda a livelli finora mai raggiunti.
L'automatizzazione della stampa ha reso possibile la democrazia ...
Ecco, forse è qui la risposta. Torniamo alla stampa (vanno bene pure gli ebook ;), ai libri, alla lentezza, al pensiero critico, insomma a tutto ciò che l'instant society ha tolto di mezzo. A.