ciao a tutti! non sono certo un giurista e non entro ovviamente nel merito della sentenza. Ho però pensato che il principio dell'equo compenso sia interessante soprattutto se inserito in una logica di sviluppo sistemico. Mi pare che, visto che l'equo compenso viene pagato da una collettività diversa da quella che usa la memoria per registrare opere soggette a copyright, questo principio è più compatibile con un futuro dell'editoria sostenuto dalla benevolenza della società che dal mercato. Se gli editori vorranno tornare ad avere un futuro di mercato dovranno ritrovare una forma di leadership tecnologica, oltre che di attenzione al diritto d'autore. Per non allungare troppo la mail e nella speranza di imparare qualcosa dai commentatori, segnalo che ho scritto alcuni appunti disordinati su questo esercizio logico nel mio blog: http://blog.debiase.com/2012/03/tar-del-lazio-equo-compenso-e.html grazie per questa preziosissima lista Luca Il giorno 04/mar/2012, alle ore 10:52, Marco Ciurcina ha scritto:
In data domenica 4 marzo 2012 08:47:17, Alessandro Enrico Cogo ha scritto:
Il fatto che i denari così raccolti siano destinati ad autori ed artisti, senza possibilità che li cedano ex ante ai loro aventi causa, un po' mi consola… anche a me. anche per il file sharing dovrebbe essere così. questo dissolve il falso argomento delle multinazionali per le quali il file sharing danneggia gli autori. IMHO il file sharing con equo compenso agli autori *incedibile* a produttori e distributori è la strada giusta per incentivare creatività e cultura. m.c.
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