Bel pezzo di Paolo Vecchi su Agenda Digitale. https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/un-cloud-federato-per-la-sovran... Sempre più di frequente diverse amministrazioni pubbliche e private stanno rivedendo le scelte tecnologiche fatte in passato e un po’ alla volta iniziano, in modo più o meno pubblico, ad abbandonare l’utilizzo di software e piattaforme cloud vendute da produttori statunitensi per implementare alternative a livello regionale e nazionale. Come vedremo, non si tratta di una tendenza pericolosa, anzi. Alcuni, forse a causa di inesperienza e conoscenza di come il cloud e l’informatica si è evoluta negli ultimi anni, hanno visto in questi cambiamenti un pericolo per la crescita digitale dell’Europa ed una limitazione nel movimento delle informazioni a livello europeo che il Digital Single Market promuove. Quello che i meno esperti nel settore non hanno visto è che i cambiamenti in atto sono indispensabili per dotare l’Europa di strumenti e tecnologie che permettano una reale implementazione di un mercato comune digitale per l’Europa a beneficio dei cittadini Europei. In un recente articolo questi cambiamenti, come il divieto di utilizzare Office365 nelle scuole in quanto non rispetta la privacy o la richiesta da parte del ministro dell’economia tedesco Peter Altmaier di avere i dati dei cittadini tedeschi in Germania anziché in Cina o negli Stati Uniti, dimostrano che diverse amministrazioni pubbliche hanno già capito che esistono dei problemi di sicurezza nazionale e privacy ed il loro intento è quello di spingere le istituzioni Europee ad agire a livello comunitario non di creare dei Cloud chiusi a livello nazionale. [...] # Il governo tedesco indica la via “La Germania ha diritto alla sovranità tecnologica. I data center dei cloud non dovrebbero essere installati solo negli Stati Uniti o in Cina, ma anche in Germania, in modo che le aziende europee, che desiderano un’archiviazione sicura e affidabile dei dati, abbiano questa opzione” [...] # L’Europa verso il cloud federato La bozza del piano infatti riporta diverse volte la volontà di creare un Cloud federato tra gli Stati membri per facilitare lo scambio dei dati in modo sicuro e rispettando la privacy dei cittadini. [...] Il Piano Digitale è ancora in forma di bozza per cui si possono notare ancora alcune lacune e tutti i cittadini europei sono invitati ad inviare le delle raccomandazioni o preferenze. La bozza sicuramente sta andando nella direzione giusta ma si nota che purtroppo diversi esempi di buona governance digitale di diversi Stati membri non sono stati inclusi nel progetto. [...] Includendo nel Piano Digitale l’adozione ufficiale a livello Europeo del formato aperto dei documenti (ODF) come già hanno fatto l’Inghilterra, il Portogallo, la Svezia, la Francia ed altri, elimineremmo l’obiezione di compatibilità con prodotti proprietari che viene usata da molti per bloccare i cambiamenti necessari. Seguendo l’esempio del Ministero della Difesa italiano che ha implementato LibreOffice o quello della Gendarmeria Nazionale Francese che utilizza Linux anche sui desktop potremmo essere meno vulnerabili ad attacchi informatici, che hanno comunque come target primario Windows e Microsoft Office, e di ridurre ulteriormente il lock-in in prodotti che spingono sempre più gli utenti a migrare verso Cloud proprietari. Se poi venisse anche incluso il Manifesto per la Sovranità Tecnologica, che ho contribuito a scrivere, l’Europa diventerebbe sicuramente l’esempio per il resto del mondo di come la trasformazione Digitale deve essere implementata per servire i cittadini e non le multinazionali.